Non i grandi testi, che ci hanno (pure) formati,
sono stati la chiave che ci ha aperto una porta.
A volte una sola frase e sentita chissà da chi.
Dal lato psicologico fanno pensare perché è un fenomeno di risonanza.
Le canne dell'organo, il medesimo soffio,
ma la risonanza diversa dentro di noi.
Noi siamo il postino che porta,
ma non sa cosa,
non ha da sapere cosa c'è (1972, p. 14).
Tu pensa a me, io penso a te (alle cose materiali e a tutto il resto)
Facciamo il cambio. Non ti preoccupare.
Ci scambiamo il portamonete (noi ci guadagnamo). (1971, p. 18).
Le ragioni per cui Dio interviene sono quelle dello spirito.
E' la santificazione.
Interviene anche nel corpo perché è necessario allo spirito.
Il fine della 'provvidenza' è lo spirito.
Gesù agisce nei corpi per puntare allo spirito.
Se hai poca fiducia ti aiuta per quel poco,
se l'hai tutta, allora pensa lui.
'Il mondo nega la 'provvidenza', io voglio dimostrarla' (don Calabria).
Lui agiva in seguito ad un dono.
I suoi dovevano andare senza nulla in tasca,
e la prima notte la passarono sotto la pioggia.
Chi vive nella provvidenza assoluta, deve essere pronto a tutto.
L'opera di don Calabria è una sfida pratica al mondo.
Come regola: non possedere nulla che possa dare una rendita,
se non quello che serve al momento. (1971, p. 27).
Io non vedrei Gesù senza un euro in tasca,
se non c'è una ragione.
Entra la prudenza, virtù armonica,
Solo ad alcuni chiede (con luce particolare)
di vivere di punta.
Non chiede tutto a tutti:
che non si dorma, che non si mangi, che si tenga il cilicio.
In pochi giorni saremmo finiti.
Nello spirito chiede tutto a tutti:
vuol essere lui il solo amore dell'uomo,
e vuole che si ami anche il prossimo,
in lui, non per se stesso. (1971. p.19).
Don Calabria chiedeva sempre un segno;
e nelle cose importanti chiedeva un segno importante.
Se vuoi che faccia questo (cosa molto impegnativa)
fammi questo e questo. (1971, p. 4).
A lui ha dato questa mentalità.
Dio gli chiedeva cose importanti
e non poteva iniziare senza un segno.
Quello che Dio voleva da lui era di vivere il vangelo
puro e genuino, senza chiose, così com'è.
La grande scoperta: 'Non preoccupatevi di ciò che.. ' (Cfr. Mt 7,25).
Nell'appiattimento generale, Dio gli ha illuminato quel punto.
Per lui è diventato il punto fondamentale. (cfr. S. Teresa).
Quando è buio, come si vede bene quella lampadina,
unico punto illuminato.
Dio attira la nostra attenzione su quel punto;
ed, essendo l'unico, lo meditiamo e lo contempliamo.
Mille gioielli, uno ne resta abbagliato,
ma non ne ricorda uno solo.
Ma un solo gioiello si guarda in tutti i versi.
Così Dio dà ad uno la luce su quel gioiello.
Altrimenti per noi, che abbiamo una capacità piccola,
i gioielli diventano sabbia e li sprechiamo. (1972, p. 9-10).
L'opera sarà grande se resterà piccola (povera).
Non tanta gente,
ma quei pochi che vivano in profondità il Cristo.
Non multi, sed multum (don Calabria).
Una persona, che vive in profondità,
vale molto più di mille persone che vivono in superficie.
Se starai nascosto, verranno gli altri a cercarti (don Calabria).
Dio non va difeso, va vissuto (don Calabria).
Se una persona vive Dio, le altre vedono Dio.
L'uomo, che vive Dio, è un fiume di grazie. (1972, p. 12).
Quel corpo opaco (che sono io)
intrattiene la luce tra l'uomo e Dio.
Chi è santo trasmette la santità di Dio.
Chi non è santo trasmette i propri difetti.
Essere conche e non canali.
Agli altri va ciò che è traboccato.
La Chiesa deve essere così trasparente, da essere visibile manifestazione di Dio (1973, p.15).
|