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La vite e il magnete, immagini parallele.
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Livello superiore
Parte Prima
Scelte rispettivamente dall'agricoltura e dalla fabbrica,
visualizzano la 'situazione' dell'uomo
quando è o quando non è in comunione con Dio.
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La vite è sorgente di linfa. Il tralcio, unito alla vite, trasmette linfa ai grappoli.
Il magnete è sorgente di magnetismo. Il ferro dolce (1), quand'è unito al magnete, trasmette attorno a sé il magnetismo che riceve.
Il ferro dolce, unito al magnete, diventa magnete.
Sono due visualizzazioni, in campo diverso (botanico e fisico), del ruolo cui sono chiamati i discepoli.
Dio è fonte di amore. Il discepolo, unito a Dio, trasmette l'amore di Dio agli altri.
"Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete fare nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca" (2) .
Mi provo a tradurre le parole di Gesù dal linguaggio della botanica, nel linguaggio della fisica: io sono il magnete permanente. Voi siete il ferro dolce. Se siete uniti a me, voi siete divinizzati: siete ripieni di Dio. Siete perfetti come è perfetto Dio (3): voi trasmettete Dio agli altri. Questo è il frutto che chiedo a Voi. E' il vostro ruolo nella Chiesa.
Il ferro dolce, distaccato dal magnete, perde la magnetizzazione.
Quando il ferro viene staccato dalla sorgente magnetica, perde la magnetizzazione: distaccati da me, voi perdete la divinizzazione. Restate con la vostra povertà esistenziale. Voi trasmettete la vostra povertà.
Gesù usò il linguaggio della botanica. Tradotto nel linguaggio della fisica non è cambiato nulla. E' il medesimo insegnamento.
Anzi è stata utile questa traduzione parallela.
La parola di Gesù è arricchita dal parallelismo magnetizzazione-divinizzazione che getta più luce nel mistero della grazia santificante.
E' arricchita da due corollari che sono guida luminosa di vita soprannaturale:
1°- Dare solo ciò che si riceve. Non aggiungere nulla di proprio.
Come il ferro, unito al magnete, trasmette solo quello che riceve, così l'apostolo Paolo dà, alle comunità cristiane, solo ciò che ha ricevuto dal Signore: "Io ho ricevuto quello che a mia volta vi ho trasmesso" (4) .
Attraverso l'apostolo corre la parola (la luce) e la santità di Dio (l'energia soprannaturale). Non la sua parola, non la sua ricchezza. Anche se ben dotato sul piano umano, sa di essere solo ferro dolce (5): di non avere in sé alcuna magnetizzazione soprannaturale.
2° - Restare uniti a Dio per essere magneti come Lui.
Come il ferro dolce, finché resta unito al magnete, diventa a sua volta magnete, così il discepolo, unito a Dio, 'funziona' come Lui: trasmette Dio. Chi è santo trasmette santità.
E' tutto un programma di vita.
"Che cosa avete visto ad Ars?" chiedevano alcuni bontemponi a un vecchio amico che, suo malgrado, s'era unito alla moltitudine dei pellegrini che s'inchinavano ai piedi di un santo.
"Chi ho visto ad Ars? Ho visto Dio in un uomo"(6).
La nuova immagine del ferro magnetizzato, scelta dalla vita della fabbrica, Gesù non la usò perché 'nella cultura' di allora non c'era.
Se ne servirebbe oggi, entrando in una fabbrica, come si servì allora della dolce immagine del tralcio, attraversando i vigneti vigorosi dei suoi colli di Galilea.
Note:
(1) Un pezzo di ferro dolce, a contatto con una calamita, si converte in calamita; ma perde la magnetizzazione appena viene separato.
(2) Gv 15,1-6.
(3) Mt 5,48: "Siate perfetti come il Padre celeste", non è un comando; è un dono di Dio a chi si fa discepolo di Gesù.
(4) ICor 11,23.
(5) Uso, di proposito, questa immagine anacronistica.
(6) F. Trochu, Le Curé d'Ars, Librairie Catholique, E. Vitte, Paris, 1945.
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