La materia è incapace di mutare da sé il proprio stato di quiete o di moto: ciò che è fermo non si muove, se non interviene una forza esterna a muoverlo; ciò che è in movimento non si ferma, se non interviene una forza esterna a fermarlo.
Partendo da queste o simili osservazioni, Leonardo e Galileo intravidero e sperimentarono, per la fisica, una delle leggi fondamentali iscritte da Dio nel creato: la legge d'inerzia.
"Regna l'inerzia assoluta quando non esiste una forza esterna proporzionata (1) che faccia muovere ciò che è fermo o fermare ciò che si muove".
Galileo scoprì che la forza serve per cambiare velocità. Se un oggetto è fermo, debbo applicargli una forza affinché inizi a muoversi. Una volta in moto, posso staccare la forza e, se non c'è attrito, quell'oggetto non si fermerà più.
Il principio d'inerzia ci dice che, se un corpo materiale è dotato di velocità costante, su di esso non agisce alcuna forza.
Tale legge fondamentale della dinamica fu poi precisata nella versione di Newton: "Ogni corpo persevera nello stato di quiete o di moto rettilineo uniforme fino a quando non interviene una forza esterna che, agendo su di esso, ne modifica lo stato".
Lavoisier, a sua volta, la formulò per la chimica con la celebre espressione: "Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma".
Dal nulla, il nulla.
Nella fisiologia prodigiosa della conoscenza umana, l'occhio, l'udito, l'olfatto, il gusto, non mutano il loro stato di quiete se non sono eccitati, rispettivamente, dalla luce, dal suono, dall'odore, dal sapore. Da una mozione proporzionata.
Anche il cervello, seguendo fedelmente questa legge, si muove agli impulsi ricevuti dai sensi; li registra e li trasmette, sotto forma di immagini, all'intelletto il quale, dall'immagine, 'astrae' (e-strae) l'idea: punto d'arrivo d'una successione di stimoli (2) .
Nel campo soprannaturale, concili ecumenici e teologi formularono questa legge universale con le medesime espressioni usate da Leonardo per la fisica: l'uomo, innalzato all'ordine soprannaturale, è incapace di mutare da sé il proprio stato (di quiete) se non interviene, dall'esterno, una mozione soprannaturale: la mozione dello Spirito Santo.
Il Concilio di Orange, quello del 529, espresse la fede cattolica, nella mozione divina, con queste parole: "Tutte le volte che passiamo dalla non-azione all'azione soprannaturale, è lo Spirito Santo che dà luce all'intelletto, ispira la volontà (canone 7) e stimola le potenze operative (canone 9)" (3) .
La Bibbia pure ha locuzioni di indiscutibile chiarezza:"Nessuno può venire a me, se non c'è prima l'azione del Padre"(4). "E' Dio che suscita in voi e il volere e l'agire"(5) .
La teologia cristiana ha elaborato accuratamente i dati della Bibbia e dei Concili. Stralcio alcune proposizioni che offrono la definizione completa di questa legge fondamentale (6) .
- La grazia attuale è forza esterna all'uomo pur agendo nel suo intimo.
- Come la volontà, che è facoltà potenziale, non passa all'azione se non v'è una mozione proporzionata (di tipo psichico), così la volontà, elevata dalla grazia, non passa all'azione se non v'è una mozione proporzionata (di tipo soprannaturale).
- Se il soggetto non è innalzato (al di sopra della natura) dalla grazia abituale, la mozione divina, mentre agisce, lo eleva perché sia sul piano soprannaturale com'è la mozione divina.
Queste sorprendenti precisazioni teologiche sono in perfetta corrispondenza con la formulazione della legge d'inerzia.
I teologi si sono forse ispirati a Leonardo 'mirabile e celeste?' (7) o a Galileo che raggiunse "la comprensione della Logica del Creato?"(8).
Nell'anno 529, i vescovi del Concilio di Orange non ebbero, sul loro tavolo di lavoro, la formulazione della legge, redatta dal sommo artista e scienziato esattamente mille anni più tardi.
Al contrario, Leonardo e Galileo potevano avere presenti i canoni 7 e 9 del Concilio di Orange e dedurre: come l'uomo 'soprannaturale' è incapace di mutare da sé il proprio stato se non interviene una mozione proporzionata (di tipo trascendente), così la materia è incapace di mutare da sé il proprio stato se non interviene una forza esterna proporzionata (ti tipo fisico) a modificarla.
Questo dato di fatto della teologia cristiana può avere coadiuvato lo scienziato nel mettere a punto le sue osservazioni sperimentali. Poiché l'analogia offre la possibilità unica di contemplare, in alcune leggi fondamentali, il parallelo perfetto tra fisica e teologia, tra scienza e fede.
Note:
(1) Di tipo fiisico per un oggetto materiale, di tipo psichico per i 'tre piani' della psiche.
(2) Stimoli o forze di tipo psichico.
(3) Cfr. l'umanità di S. Paolo azionata incessantemente dalla grazia attuale, parte I, cap.IX
(4) Gv 6,43.
(5) Fil 2,13.
(6) Cfr. P. Parente, Anthropologia Supernaturalis, Marietti, Torino,1958, pp. 165-176.
(7) Cfr. G. Vasari, Le Vite.
(8) A. Zichichi, Perchè io credo in Colui che ha fatto il mondo, Il saggiatore, Milano, 1999, pp.19-25
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