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Corrente alternata! Corrente Continua!
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Livello superiore
Parte Prima
Come la corrente alternata o due magneti dissenzienti
magnetizzano e smagnetizzano incessantemente
un magnetino,
così l'incoerenza di un educatore
o il dissenso tra due educatori
spersonalizzano il ragazzo o l'adolescente.
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Giovani smagnetizzati?
'Smagnetizzati' sono gli aghi magnetici quando non si orientano più verso il nord né verso alcun magnete.
I giovani sono 'spersonalizzati' quando per loro tutto è indifferente: quando nessuna cosa è un valore.
Ma l'analogia è così chiara ch'è entrata spontanea e immediata nel vocabolario di tutti.
Sono aghi magnetici totalmente smagnetizzati: Non cercano il nord e non cercano alcun altro magnete. Sono funzionalmente morti.
Si dice indifferentemente: giovani smagnetizzati, giovani spersonalizzati . Ma come e perché spersonalizzati o smagnetizzati?
Le risposte e le diagnosi non sono facili.
- Il perpetuo dissidio in famiglia tra babbo e mamma, che non hanno mai saputo trovare la strada di volersi bene, ha spezzato nell'intimo il figlio, come 'il dissenso' tra due magneti ha spezzato nel mezzo un magnetino (1).
I due magneti, tra loro dissenzienti, si contendono le polarità del magnetino. Ne risulta un magnetino spezzato in due.
- La mancanza di affetto da parte di tutt'e due (babbo e mamma) che, senza domandargli alcuna fatica in cambio, gli hanno dato tutto, eccetto l'amore di cui aveva bisogno come di aria, ha distrutto nella persona quello più debole e ha reso terribile contestatore quello più forte (rifiutato da tutti, ha rifiutato tutti).
I discorsi di alcuni educatori, in aperto contrasto con i discorsi di altri educatori, lo hanno disorientato.
Smagnetizzato, spersonalizzato, è diventato indifferente a tutto.
I veri valori chi glieli ha offerti? A una 'vita potente' chi l'ha aiutato?
Le strade che portano alla spersonalizzazione o alla contestazione sono molte, ma ve n'è una ancor più battuta delle altre: l'incoerenza.
Fuori di chiesa (o fuori di scuola) ci hanno visti 'diversi' da come ci avevano visti in chiesa. In nulla la nostra preghiera ha cambiato la nostra vita. La nostra teoria è stata diversa dalla pratica. Altre cose abbiamo avuto sulla bocca e altre nei fatti (nella vita).
Noi abbiamo costruito e demolito le loro persone come la corrente alternata costruisce e demolisce le bussole e i magneti, alternando incessantemente il positivo e il negativo.
Ma non tutto è perduto. Anzi tutto può essere ricostruito.
L'acciaio smagnetizzato può riprendere la magnetizzazione.
La corrente alternata lo ha magnetizzato e smagnetizzato incessantemente. La corrente continua lo rimagnetizzerà.
E il giovane spersonalizzato può riprendere una forte personalità .
La incoerenza di molti lo ha disorientato. La coerenza (anche di uno solo) lo orienterà.
Il contatto ripetuto (permanente) di 'un solo polo' del magnete con l'ago magnetico è 'la via maestra', è il segreto di non poche comunità terapeutiche (2).
Contatto permanente del giovane spersonalizzato con un educatore di forte personalità (ben dotato nei tre piani) (3), coerente e disinteressato: uno che vuol bene sino al vertice dell'amore senza motivazioni di interesse, pago della sussistenza: sono venuto con te perché ti voglio bene (terapia personale).
"Forte come la morte è l'amore" (4).
Queste comunità ripetono la 'terapia' che fu e sarà di Gesù 'sempre' finché ci sarà un uomo da amare.
Per riorientare la pecora smarrita (che siamo noi), è venuto con noi dal paradiso: "quaerens me sedisti lassus" (5), per cercarmi ti sei seduto stanco.
Redentore coerente (chi lo accuserà di peccato? di incoerenza?) e disinteressato: tiene sulle spalle la pecora senza senso di orientamento (l'uomo spersonalizzato, disorientato) e l'accarezza come un padre accarezza il bambino (6), e la riporta nell'ovile (nella comunità) dove Lui è presente (7) 24 ore su 24.
Dove c'è la terapia di gruppo (8).
Note:
(1) A.Bertelè, L'uomo come magnete, p. 44.
(2) Vedi le comunità di don Picchi o di don Benzi o di don Ciotti o di don Gelmini o di San Patrignano, ecc.
(3) Cfr. sopra, la psiche umana, Parte II, cap.VII.
(4) Ct 8,6.
(5) Dal Dies Irae, di Tommaso da Celano.
(6) E' il graffito più frequente nelle catacombe della Roma imperiale che non aveva conosciuto, prima, l'amore di un Dio che va in cerca.
(7) Cfr. Mt 18,19.
(8) Cfr. sopra, p. I, cap.XII.
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