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La comunità dei malandrini s'infrange
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Livello superiore
Parte Seconda
Come un gruppo di aghi magnetici,
distanziati tra loro e non orientati verso il nord,
sono scompigliati da un piccolo magnete di disturbo,
così il drappello dei bravi di don Rodrigo,
non ben allineati tra loro né orientati verso Dio,
sono scompigliati al primo assalto della paura.
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"Griso!" disse don Rodrigo, rizzandosi stentatamente a sedere "tu sei sempre stato il mio fido".
"Sì, signore".
"T'ho sempre fatto del bene".
"Per sua bontà".
"Di te mi posso fidare...!"
"Diavolo!"
"Sto male, Griso".
"Me n'ero accorto".
"Se guarisco, ti farò del bene ancor più di quello che te n'ho fatto per il passato".
Il Griso non rispose nulla (1).
E' il momento solenne in cui s'infrange clamorosamente la debole comunità: don Rodrigo, Griso, bravi.
Comunità che non ha motivazioni profonde, non ha spessore.
E' saldata unicamente dalla ricerca, da parte dei bravi, di un asilo, di un rifugio sicuro.
Soprattutto non è alimentata dal vastissimo campo magnetico nord perché s'è allineata in senso diverso.
Ha cominciato a scricchiolare, come gli scalini della casa di Lucia sotto i piedi del Griso, dopo che don Rodrigo ha comandato al fedelissimo l'impresa rischiosa del ratto:
"Signore, non si può levare ub fiore dalla pianta, e portarlo a vossignoria, senza toccarlo". (A. Manzoni, I Promessi Sposi, cap. VII).
"Il Griso sale adagio adagio, bestemmiando in cuor suo ogni scalino che scricchiolasse" (2).
L'incrinatura si approfondisce quando il padrone gli ordina l'impresa ancor più rischiosa di Monza. Il Griso parte per Monza "bestemmiando in cuor suo e le taglie e le donne e i capricci del padrone" (3).
Piccoli magneti lavorano nel cuore del Griso e aggrediscono la sua persona: la pigrizia, la paura delle imprese rischiose, la sciagurata ingordigia (la quale scompagina tutto).
"Sai dove sta di casa il Chiodo chirurgo?"
"Lo so benissimo".
Ma lo scellerato, piuttosto che andare dal chirurgo, "va a fare ai monatti la proposta di venire a quella spedizione, e divider le spoglie" (4) .
Gli aghi magnetici sono distanziati tra loro perché è debole il loro vincolo comunitario. Quanto più sono distanziati, tanto più incerto è l'allineamento.
Io mi domando perché I Promessi Sposi restano il romanzo intramontabile. Tra tante, una risposta è questa: perché contiene personaggi veri. Al loro posto, uomini in carne ed ossa si comporterebbero allo stesso modo. I bravi sono personaggi veri.
Li metto a verifica con un gruppo di aghi magnetici incolonnati come loro.
La colonna di aghi magnetici è realtà nuova, diversa dall'ago magnetico singolo, come l'uomo in comunità è diverso dall'uomo singolo, isolato.
Cerco per la colonna ogni possibile direzione, diversa però dall'orientamento nord perché i bravi di don Rodrigo rifiutano l'orientamento nord, l'orientamento Dio: est, ovest, le direzioni intermedie. In nessuna di queste, riesco ad ottenere un orientamento veramente perfetto.
Osservo bene questo fatto perché è shoccante ed essendo un dato, un fatto, per conseguenza è storia.
E' la storia delle comunità dei malandrini. Non sono allineati totalmente con Dio? (o totalmente contro Dio?) (5).
Non saranno uniti mai, in modo perfetto, tra loro.
La colonna di aghi magnetici ci dice che non esiste vera comunità escludendo il campo magnetico nord, escludendo Dio.
Se poi alcuni magneti di disturbo aggrediscono da più parti la colonna, questa si scompiglia, si scompagina.
La colonna di aghi magnetici non esiste più.
Al primo tocco della pigrizia, la colonna dei bravi oscilla; al tocco della paura (la notte del ratto fallito), si scompiglia: "si confondono, si scompigliano, si urtano a vicenda" (6) ; all'assalto dell'avidità, si scompagina definitivamente.
La comunità di don Rodrigo non esiste più.
Eppure non sono passioni sconvolgenti. Ma la comunità non ha tenuta: quella tenuta che solo la direzione nord sa dare e può dare.
Dunque, alla verifica, l'autore de I Promessi Sposi è ritrovato in perfetto accordo con i minuscoli aghi magnetici allineati in colonna come i suoi bravi. Aghi magnetici e bravi si sono comportati allo stesso modo.
Anche questa volta il sommo artista cristiano 'non ha suonato falso'.
Note:
(1) I Promessi Sposi, cap. XXXIII, 100-111.
(2) I Promessi Sposi, cap. VIII, 251.
(3) Ibid., cap. XI, 350.
(4) Ibid., cap. XXXIII, 115.
(5) Cfr. sopra, p. II, cap.VI.
(6) I Promessi Sposi, cap. VIII, 290.
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