 |
 |

|
 |
L'urgenza del soprannaturale nei tre piani della persona, in Rm 7-8
|
|
Livello superiore
Parte Seconda
C'è in noi il desiderio del bene (terzo piano),
ma non sempre la capacità di attuarlo
(per la prepotenza dell'innato e dell'acquisito).
La ‘grazia’ è necessaria all'uomo
perché la libertà interiore diventi libertà di comportamento,
perché torni l'armonia nei tre piani della sua persona.
|
"Io sono di carne...
Non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto.
Ora, se faccio quello che non voglio... non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me.
C'è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo...
Io acconsento nel mio intimo alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un'altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra...
Sono uno sventurato!
Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte?
Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore” (1) .
"La legge dello spirito, che dà vita in Cristo Gesù, ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte” (2) .
Il linguaggio e il pensiero di S. Paolo, in Rm 7,14-25, tradotti e interpretati dalla ‘tridimensiaonale’.
Nel primo piano della mia psiche c'è un insieme di istinti ciechi, sordi e grezzi.
Quando questi sono in contrasto con il mio spirito (e il loro impulso è superiore all'impulso che proviene dal mio spirito), resta in me la libertà interiore, ma non la libertà pratica: il primo piano delle tendenze prevale sul terzo piano, per cui faccio il male che detesto.
C'è in me il desiderio del bene (terzo piano), ma la psiche animale, una volta stimolata, travolge la mia persona.
La mia scelta interiore è per la legge di Dio, ma la scelta pratica è determinata dalle mie tendenze.
Mi rendo schiavo del peccato ogni volta che c'è il prepotere di istinti disordinati dell'innato e dell'acquisito sulla mia volontà.
Sono come un pilota che viene "condizionato e quasi ricattato dalle caratteristiche e dalla funzionalità della sua auto: il pilota deve fermarsi se finisce la benzina, se entra acqua nelle candele, se una gomma va a terra, se l'auto si schianta contro un muro" (3).
Soltanto con la forza che viene direttamente da Dio, io spezzo la catena della mia schiavitù.
Quando il piano dell'innato e dell'acquisito mi aggrediscono, Dio interviene in me perché non siano questi a ‘determinare’ il mio comportamento. Mi riporta all'equilibrio psichico. Mi dà quel tanto di forza perché io resti libero dagli impulsi dell'innato e dell'acquisito.
Anche dal suo impulso di Onnipotente (4).
La sua azione dolce ed efficace (nei tre piani della mia psiche) ripone equilibrio dentro di me, per cui posso guidare la bestia che cerca di sprigionarsi, posso pilotare la mia auto più o meno scassata.
Note:
(1) Rm 7,14-25: La grazia attuale (o azione dello Spirito Santo), mentre la grazia santificante (o divinizzazione) è alle 'radici' dell'anima.
(2) Rm 8,2.
(3) L'uomo come magnete, p. 245.
(4) Perché la scelta dell'uomo sia totalmente libera.
|
|
 |


|
|