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L'urgenza del soprannaturale nei tre piani della persona in Gen 2-3
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Livello superiore
Parte Seconda
Quando la forza dell'innato e dell'acquisito
è superiore alla forza della volontà,
l'azione dolce ed efficace di Dio
riporta l'equilibrio nei tre piani della psiche.
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Dopo che l'uomo ha scelto di vivere da solo, il creatore pronuncia questo sofferto giudizio: "Il mio spirito non resterà sempre nell'uomo perché egli è carne" (1).
Gli istinti della carne (dell'innato) non sono a mezza strada tra il bene e il male. Sono molto più vicini al male.
Io non sono a mezza strada tra orgoglio e umiltà, tra egoismo e carità. Sono molto più vicino all'orgoglio, all'egoismo.
L'innato, che più degli altri due piani trascina la mia persona (2), m'è dato da natura per amare più me stesso che gli altri.
Con questa dimensione, io percorro la corsia dell'egoismo, dell'orgoglio: non la corsia della carità.
Si propone spesso, come modello di punta, l'amore della mamma.
Ella si getta nelle fiamme perché ama il figlio. Certamente. Ma anche perché ama se stessa. Perché non può sopravvivere 'lei senza di lui'. Anche l'amore materno appare talvolta inquinato.
Dall'esame delle tendenze-base (3), che sono nell'uomo e negli animali più evoluti, e sono sempre e solo per la difesa della persona o delle persone e cose a cui il soggetto è affezionato, si vede bene che, nel primo piano, la carità non c'è.
Abitualmente l'uomo è cattivo (4), se non riceve una forza nuova da Colui che 'solo e buono' (5). Per vincere costantemente gli istinti della carne, la forza dell'intelletto e della volontà (del terzo piano) non basta.
Perciò, "in principio", Dio ha creato l'uomo in comunione di vita con sé.
E' sorprendente il racconto di Genesi, 2.
Dio pianta un giardino in mezzo al deserto. Questo giardino è un luogo di privilegio che appartiene a Lui solo.
Qui l'uomo, fatto di terra, di carne, partecipa della felicità di Dio.
Qui, sotto il velo di immagini, è adombrata la grazia: la vita in comunione con: Dio. Il massimo dell'armonia.
Ma un'armonia che si difende, che 'lotta-contro'.
Purtroppo, da principio, l'uomo non s'è difeso, non ha lottato contro l'istinto più radicato della sua natura: l'orgoglio.
Al capitolo 3, Genesi descrive la dinamica del peccato in Eden: un gioco serio e misterioso di impulsi.
Dall'albero parte il primo stimolo all'occhio, al cervello, all'intelletto: il frutto è bello, buono e desiderabile.
Dalle parole di Dio, un impulso suadente all'orecchio, al cervello, all'intelletto (6): ciò che Dio proibisce non è bello né buono né desiderabile. Conduce alla morte.
Dalle parole del serpente, una eccitazione violenta all'orecchio, al cervello, all'intelletto (7): Dio non è padre perché proibisce una cosa bella, buona, desiderabile. E' un padrone geloso che teme concorrenti. Emarginate Dio dalla vostra vita.
Nella 'psiche' dei progenitori si desta un moto di forze in rapporto alla 'quantità di tendenza' (in questo caso di orgoglio) accumulata nell'innato, nell'acquisto, nel piano che ha origine dall'anima spirituale e alla 'intensità degli stimoli' che ciascun piano riceve (o dall'esterno o dall'interno).
Ciascuno dei tre piani suscita, per conto proprio, un gioco di forze come avviene nel campo della fisica.
Considero la tendenza orgoglio.
A parità di tendenza, tanto maggiore è la forza quanto più la tendenza viene stimolata:
quantità di tendenza 10 x stimolo 2 = forza 20.
quantità di tendenza 10 x stimolo 5 = forza 50.
A parità di intensità di stimolo, tanto maggiore è la forza quanto maggiore è la quantità di tendenza:
quantità di tendenza 2 x stimolo 10 = forza 20.
quantità di tendenza 5 x stimolo 10 = forza 50.
Si chiama psicologia pesata.
Ma le altre due forze esterne all'uomo (che pur agiscono nel suo intimo): la grazia o azione dello Spirito (8) e la suggestione del maligno (9), chi le può misurare?
La persona dei progenitori (10), trascinata dall'orgoglio (del primo, secondo, terzo piano) elevato all'ennesima potenza dal maligno, sceglie la proposta erronea: emarginate Dio dalla vostra vita perché non è padre, ma un padrone geloso che teme concorrenti.
Appena l'uomo ha scelto di vivere da solo, sperimenta, per la prima volta, la nudità. Mentre prima la nudità era trasparenza (tra l'uomo e la donna e di loro due con Dio), ora è situazione di povertà.
E' povertà di amore poiché è avvenuta la rottura della comunione con Dio.
E, rotta l'armonia della creazione programmata da Dio (l'omeostasi), l'uomo s'incammina sulla strada della morte.
Come conseguenza immediata (e immanente) v'è la rottura dell'armonia tra l'uomo e la donna (11).
Gli istinti del primo piano hanno già l'egemonia della persona. La parte animale della psiche sfugge al controllo dell'anima razionale e libera.
E' scritto in Lc 24,25: "Era necessario che il Cristo sopportasse queste sofferenze". Era necessario che Dio venisse con noi. Dio è venuto per necessità. Soltanto la sua 'azione' ci rimette in buona funzionalità.
In questa luce biblica e psicologica, la laicità (12) (del mondo occidentale) appare errore radicale. L'uomo, che sceglie di vivere da solo, di costruire da solo 'la sua città' (13) , rinnova, in ogni momento della storia, il primo peccato. E in ogni momento, pure, sperimenta le conseguenze paurose della sua nudità (14).
Iníatti, che cosa è mai la rottura della omeostasi nei mari, nelle foreste, nell'agricoltura... in confronto alla rottura della omeostasi nel cuore dell'uomo?
Note:
(1) Gen 6,3.
(2) Per il 70% secondo il pensiero di p. Girolamo Moretti. Mentre la volontà, troppe volte, sonnecchia e lascia fare.
(3) Sono nell'uomo e negli animali più evoluti: aggressività, sceverazione, tenacia, socialità, armonizzatrice, pregnanza. Per comprenderle meglio, le osserviamo in azione in un esempio di A. Bertelè: il leone che ha fame cosa fa? Si procaccia la preda (aggressività), difendendola dai parassiti (aggressività e tenacia), la porta nella tana (tenacia) ai suoi cuccioli e alla partner (socialità). Nella scelta della preda (sceverazione) e in tutti i movimenti è sempre presente la tendenza fondamentale (l'armonizzatrice) che tiene conto dei particolari ambientali, delle condizioni fisiche del leone, dell'appetibilità della preda. Il suo comportamento è delicato o pesante a seconda dell'intensità della 'pregnanza' che si proietta in tutto il carattere. Essa manifesta quanta aggressività o tenacia o socialità ecc. c'è nel suo carattere.
(4) Cfr. Lc 11,13.
(5) Cfr. Lc 18,19.
(6) O direttamente all'intelletto.
(7) O direttamente all'intelletto.
(8) Lo Spirito dà luce all'intelletto, ispira la volontà, stimola le potenze operative. Cfr. sopra, Dal nulla il nulla, p. II, cap. IX.
(9) Cfr. sopra, Allineati verso Dio, allineati contro Dio, p. II, cap. VI.
(10) La persona di Gertrude in un turbinìo di campi magnetici. Cfr. sopra, p. II, cap. X.
(11) Cfr. Gen 3,10-12.
(12) Laicità è autonomia dell'uomo da Dio: non tanto o non solo indipendenza dalle gerarchie ecclesiastiche o dalle confessioni religiose. La proposizione-base della laicità è: "L'uomo da solo può essere veramente uomo" cui si oppone la proposizione-base della Bibbia: "Solo in Dio l'uomo è veramente uomo".
(13) Il 'superman' del Meeting di Rimini, agosto 1985.
(14) Ha scritto Gilbert Chesterton: “Il peccato originale è un fatto sperimentabile quasi scientificamente".
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