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L'assemblea della santa messa
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Livello superiore
Parte Seconda
Un'assemblea di aghi magnetici m'indica,
meglio di una pagina di sant'Alfonso de' Liguori,
le 'dovute disposizioni'
per partecipare all'assemblea eucaristica.
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'L'assemblea' di aghi magnetici è modello così limpido dell'assemblea liturgica che dalla prima realtà (la magnetizzazione degli aghi) posso passare alla seconda (la divinizzazione dei battezzati nella messa) come in una traduzione interlineare.
premessa
Il flusso magnetico da sempre esiste. Da sempre inonda ogni cosa.
L'amore di Dio da sempre esiste. Da sempre Dio l'effonde in ogni uomo: dal battesimo, dal concepimento nel seno della madre, anzi dall'eternità: "Charitate perpetua dilexi te" (1). Nel Figlio ha amato chiunque sarebbe stato creato, nel tempo (nell'arco della storia umana), a immagine del Figlio.
Ma, in modo precipuo, la Messa è effusione dell'amore divino-umano di Gesù. Nella Messa c'è Dio-uomo: c'è l'amore divino-umano di Gesù.
Ora seguo le varie fasi di una assemblea di aghi magnetici e (in controluce) una di battezzati, riuniti per l'eucaristia.
prima fase
Gli aghi magnetici, disposti in cerchio (in assemblea), sono nella condizione ottimale dell'ascolto: ciascuno sente il discorso dell'altro. Formano una famiglia affiatata (perché sono aghi mobili e non magneti immobili) (2).
Ciascun battezzato, riunito in assemblea, è aperto al discorso del fratello che è a gomito con lui e al discorso che viene dalle aree della fame, della lebbra, del sottosviluppo: dalla comunità umana.
Tutti si sentono uguali: "Non c'è più giudeo né greco; non c'è più schiavo né libero" (3).
seconda fase
Al centro dell'assemblea (degli aghi) v'è un potente magnete con polarità adatta (4). Tutti gli aghi si volgono a lui. Durante la sua azione si caricano ancor più assorbendo dalla sua maggior potenza (5).
Al centro dell'altare v'è Cristo che rende presente la realtà storica della sua vita dall'istante in cui è entrato nel seno di Maria.
Che rende presente la sua cena in cui offre il suo corpo e il suo sangue per noi e per tutti.
Che rende presente quell'atto supremo sul Calvario 'ora' per noi (e per ogni uomo "usque in finem", sino alla fine della storia della salvezza).
Dal seno di Maria al seno del Padre.
La messa è 'azione di Cristo.
E' Lui che afferra la persona dei battezzati: li attira in sé; ne prende possesso e fa un essere solo con sé.
Tutti sono aperti al suo discorso: ne accolgono la parola. Uno solo è il loro Maestro. Lui solo insegna a loro (6).
Hanno detto di sì al quotidiano, al settimanale, al televisore per essere al passo con gli avvenimenti; ma Lui solo è luce sul loro cammino.
Tutti sono aperti alla sua azione: ne accolgono il corpo dato alla morte per loro, il sangue versato per loro.
L'effusione, che scorre da questa messa e da ogni messa, riempie d'amore l'uomo che, da solo, non ha amore.
terza fase
Quando il magnete viene tolto, gli aghi hanno più tenuta fra loro per la maggior potenza da quello assorbita.
Andate: la messa è finita.
E' finita la messa di Cristo: quella che Cristo ha detto per noi. Ora che la sua messa è finita, inizia la nostra: "Fate questo" (7) .
I battezzati devono fare la stessa cosa che ha fatto Lui.
Gesù ha parlato, ha ascoltato, si è curvato, ha steso la mano, ha sfamato, ha guarito, ha amato.
E' andato sulla croce: ha versato il suo sangue. S'è avvicinato a tutti con la polarità giusta: l'amore.
Ora che Gesù è andato per primo, possono seguirlo anche i discepoli. Possono camminare dietro di Lui. Ora hanno un cuore nuovo, un intelletto nuovo, delle forze nuove.
Ora possono amare come ama Lui.
Il ferro dolce unito al magnete è diventato, a sua volta, magnete. Ora anch'essi possono avere i costumi di Dio.
ultima fase (fuori dell'assemblea: nella vita)
Ciascun ago magnetico, nella medesima situazione esistenziale dell'altro, assume la medesima angolazione dell'altro: si identifica. Sente ciò che l'altro sentiva in quella posizione.
La settimana (tra una liturgia domenicale e l'altra) è il tempo privilegiato della 'identificazione': ciascuno sente 'nel medesimo modo' i problemi dell'altro, mettendosi 'nei panni' dell'altro.
Segue immediata la reciproca donazione (lo scambio): ciascuno dà e ciascuno riceve (8).
In ciascuno era nato il desiderio di dare. Il bisogno di dare.
Esisteva sempre meno il mio e il tuo. Sempre più il nostro Sempre più la comunione.
"Tutti coloro che eran diventati credenti stavano insieme" (9) e poiché in Lui "erano diventati ricchi in tutto", "tenevano tutto in comune" (10).
Da ogni assemblea domenicale, il battezzato che aumenta la carità attraverso 'l'azione forte' del Signore, torna più divinizzato.
Se questo miracolo non avviene in noi, se la messa ci passa sul capo senza lasciarci nulla, è necessario rivedere le nostre disposizioni.
Forse l'atto penitenziale, all'inizio della messa, condotto frettolosamente dal sacerdote ministeriale e seguito ancor più frettolosamente e distrattamente dall'assemblea, non ci ha sfiorati.
"Fratelli, (così ci chiamò Gesù, la prima volta, il mattino della risurrezione) prima di partecipare alla grande azione di Cristo, riconosciamo i nostri peccati".
Anche Paolo invitava le comunità cristiane alla verifica delle disposizioni, prima della celebrazione della 'cena'.
"Quando vi riunite in assemblea sento che fra voi ci sono delle scissioni... Non è quello il modo di mangiare la cena del Signore" (11).
Mentre si riceve l'effusione d'amore, che fluisce dal suo cuor squarciato, si può avere il cuore dilaniato dalle scissioni?
I peccati, che proprio non devono esserci, sono gli atteggiamenti personalistici, le disarmonie, l'istintività, l'intolleranza, l'opposizione.
L'umile ago magnetico ci commuove per la sua generosità, accondiscendenza, adattabilità. Quando viene a contatto con un altro più debole, trasmette 'spontaneamente' la propria forza magnetica: dà a chi ne ha di meno.
E, a sua volta, riceve attrazione: amore.
Mentre noi, troppe volte, non ci siamo fatti simili, più pigramente, più comodamente, ai magneti immobili?
Note:
(1) 1 Ger 31,3.
(2) Cfr. sopra, Assemblea di aghi magnetici, p. II, cap. XI.
(3) Gal 3,28.
(4) Polarità verticale in modo che agisca solo il polo più vicino agli aghi.
(5) Cfr. sopra, Assemblea di agni magnetici, secxonda fase, p. II, cap. XI.
(6) Cfr., Chatechesi Tradendae, di Giovanni Paolo II.
(7) Lc 22,19.
(8) Cfr. sopra, Assemblea di aghi magnetici, p. II, cap. XI.
(9) ICor 1,5.
(10) At 2, 44.
(11) ICor 11,18-20.
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