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Gesù visualizzazione integrale di Dio
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Livello superiore
Parte Seconda
Una chiave di lettura del Vangelo di Giovanni (e non certo l'ultima) è questa: Gesù è immagine del Padre.
Aveva detto ai discepoli seguendo con fedeltà l'insegnamento analogico: "Guardate gli uccelli" (1) per capire come è buono il Padre, "guardate i gigli" (2) per vedere in trasparenza "l'autore della bellezza" (3).
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E sempre Lui, il Verbo, aveva detto nell'Antico Testamento (per mezzo del suo Spirito): "Guardate la volta stellata o l'acqua impetuosa o i luminari del cielo. Pensate da ciò quanto è più potente Colui che li ha formati" (4).
Ora, nei dialoghi appassionati con i farisei e gli scribi dei farisei (i più sensibili al fatto religioso), ripete costantemente: volete capire chi è il Padre? Guardate me.
Ne 'L'uomo come magnete' è ampiamente dimostrato che l'uomo ha ricevuto una base per la comprensione di se stesso (della propria psiche) ed è la fisica. Nella Bibbia è ampiamente dimostrato che l'uomo ha ricevuto una base per la comprensione di Dio ed è Gesù.
Sappiamo tanto poco di Dio: ebbene, guardiamo Gesù.
Egli, Verbo Incarnato, é "immagine del Dio invisibile" (5).
E' la prima creatura pensata da Dio a sua immagine.
L'uomo viene creato "in principio" a immagine del Cristo futuro.
Ma soltanto Gesù è analogia perfetta. Visualizzazione integrale di Dio. Non un esempio che aiuta a capire l'Inconoscibile, l'Inaccessibile. Lui solo rivela all'uomo il volto del Padre: "Chi ha visto me ha visto il Padre" (6).
Nello stadio, dove era buio fondo, si è accesa la luce: tutto è illuminato nei particolari.
Nel mondo dell'uomo, avvolto dalle tenebre, è venuta la luce, 'il Cristo'. Egli rivela Dio all'uomo: "Chi vede me vede colui che mi ha mandato" (7).
Nel comportamento di Gesù, noi vediamo il comportamento del Padre. Il Padre si comporta così.
Gv 8, 4-9: "Maestro, questa donna è stata sorpresa in fragrante adulterio". "Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei". E chinatosi, scriveva per terra.
Il giorno del battesimo al Giordano, il Padre lo accredita nel ruolo di Messia: Tu devi far vedere agli uomini come Dio ama.
L'attrazione del Messia (di Gesù uomo), negli anni della evangelizzazione, è come l'attrazione di Dio, nell'arco di tutta la storia.
Dio attira dolcemente ogni uomo come il nord attira dolcemente ogni oggetto (magnetizzabile). Per attirare ogni uomo a sé, senza captare mai, s'è lasciato sostituire dalla forza brutale e accattivante degli idoli.
L'attrazione di Gesù, come quella di Dio, come quella del nord, è così dolce che Giuda gli sfugge dalle mani e molti, che gli stanno accanto, continuano a bestemmiarlo (durante la sua evangelizzazione e anche sotto la croce).
Al notabile ricco, che gli si avvicina per sapere che deve fare per avere la vita, risponde umile: "Se vuoi entrare nella vita" (8).
A Giacomo e a Giovanni, che gli rivolgono una domanda poco meno che impertinente: "Noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo", risponde accogliente: "Cosa volete che io faccia per voi?" (9).
Davanti al cieco di Gerico, che grida (sempre più forte): "Figlio di Davide, abbi pietà di me", si ferma (perché è impossibile che l'uomo gridi e Dio non si fermi) e gli chiede: "Che vuoi che io faccia per te?" (10).
Nelle parole di Gesù, noi ascoltiamo le parole del Padre. Il Padre parla così.
"Le parole che io dico, non le dico da me" (11). "Le dico come il Padre le ha dette a me" (12). "Egli stesso mi ha ordinato che cosa devo dire" (13).
Il dialogo di Gesù con i Giudei, riferito da Giovanni al cap. 8, è il tentativo supremo di attirarli a sé, cui corrisponde la bestemmia suprema contro lo Spirito: "Sei un Samaritano" (contaminato nella razza e nel culto, erede di popolazioni straniere) "e hai un demonio" (14), sei l'antidio.
Se avesse avuto, nella cultura ebraica dell'epoca, l'immagine delle 'onde hertziane' delle quali Egli, "luce vera, quella che illumina ogni uomo" (15), aveva programmato l'utilizzazione nei secoli 'lontani', probabilmente avrebbe detto: ci sono due trasmittenti nel mondo dell'uomo: quella di Dio e quella di Satana. Io trasmetto sulla lunghezza d'onda del Padre mio.
Voi siete sintonizzati su un'altra frequenza: siete in consonanza con la trasmittente dell'avversario.
Per questo non potete comprendere il mio linguaggio.
La Bibbia è compresa soltanto da chi è in sintonia con Dio. Quante volte i catechisti hanno sperimentato la 'verità' di questo discorso di Gesù.
Faccio due premesse e poi concludo a mo' di sillogismo: la Bibbia è stata scritta dallo Spirito Santo ed è 'abitata' dallo Spirito Santo; l'anima dei bambini, in particolarissimo modo dei nostri bambini battezzati, è 'abitata' dallo Spirito Santo.
Nella Bibbia v'è lo Spirito, nel bambino v'è lo Spirito: trasmittente (la Bibbia) e ricevente (la persona del bambino) sono sulla stessa lunghezza d'onda: in sintonia, in consonanza.
Dunque, lo Spirito Santo, che agisce nella mente e nel cuore dei 'piccoli', li porta alla comprensione e all'amore della 'parola'. Essa risuona nel loro intimo.
Le risposte o le domande sorprendenti dei bambini, quando si legge con loro la Bibbia, non sono spesso un messaggio stimolante o inquietante per noi adulti?
Nelle opere di Gesù noi vediamo le opere del Padre.
"Il Padre, che è in me, compie le sue opere" (16).
"Il Figlio da sé non può fare nulla se non quello che vede fare dal Padre" (17).
"Non faccio nulla da me stesso" (18).
"Le opere, le compio nel nome del Padre mio" (19).
Nei giorni di sabato, Gesù dà la vita ai malati, e vita piena (20), non per irritare i farisei che hanno fatto un elenco di cose che, di sabato, si possono o non si possono fare (tra queste ultime le guarigioni e i miracoli), ma per convertirli.
Il sabato appartiene a Dio. E' il giorno e 'il luogo' proprio di Dio.
Entrare nel sabato è entrare nella vita piena di Dio.
Per sempre.
Per questo, soprattutto di sabato, Gesù dà la vita.
L'ultima sera, rispondendo a Filippo, riassume tutta la catechesi che ha svolto pazientemente con i Giudei: "Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre" (21).
Ha visto il comportamento del Padre, ha udito le sue parole, ha guardato con stupore le sue opere.
Il Padre si comporta così. Parla così. Fa queste opere.
"Come puoi tu dire: mostraci il Padre?".
Note:
(1) Lc 12,24.
(2) Ibid., 12, 27.
(3) Sap 13, 3.
(4) Ibid., 13, 2-4.
(5) Col 1,15.
(6) Gv 14, 9.
(7) Ibid., 12, 45.
(8) Mt 19, 17.
(9) Mc 10, 35-36.
(10) Ibid., 10, 47-51.
(11) Gv 14, 10.
(12) Gv 12, 50.
(13) Ibid., 12,49.
(14) Ibid., 8,48.
(15) Ibid., 1,9.
(16) Gv 14,10.
(17) Ibid., 5,19.
(18) Ibid., 8, 28.
(19) Ibid., 10,25.
(20) Cfr. il paralitico, Gv 5, 1-18; Mt 9, 1-8; Mc 2, 1-12; Lc 5, 17-26.
(21) Gv 14, 9.
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