L'on.le Augusto Casali, Deputato al Turismo e alle Telecomunicazioni, apre solennemente, a San Marino, il Convegno Internazionale 'Sindone '96', da tempo annunciato per i giorni 16-17 febbraio '96. Dopo aver porto il benvenuto della Repubblica al sig. Ambasciatore d'Italia, al Vescovo di San Marino Montefeltro, mons. Paolo Rabitti, ai relatori e ai graditi ospiti, motiva la scelta di questa solenne Assise da parte dello Stato Sammarinese: "Un Paese, che affonda le proprie radici nella storia, ha il dovere di favorire eventi, come questo, che contribuiscono al miglioramento dell'immagine statuale, offrendo alla popolazione e agli ospiti occasioni di cultura".
E il Deputato alla Cultura, on.le Pier Marino Menicucci, "considera il Convegno un appuntamento straordinario nel panorama degli eventi culturali che la Repubblica, sempre più spesso, promuove ed ospita, in una felice sintesi di sinergia tra i Dicasteri".
Il prof. Attilio Alto, Rettore Magnifico dell'Università degli Studi di San Marino, nel suo fervido saluto, si rivolge sia ai cultori della teologia sia ai cultori della scienza, desiderosi di cercare la verità: "Questa nostra assise dimostrerà che la Fisica, la Chimica, l'Informatica, la Fede non sono tra loro incompatibili, anzi mirabilmente fuse intorno alla Sacra Sindone".
Il moderatore del Convegno, prof. Pierluigi Baima Bollone, Direttore del Centro Internazionale di Sindonologia, rivolge il suo grato pensiero al generoso impegno e alla collaborazione dell'Ufficio di Stato di San Marino: "Questo Convegno Internazionale di San Marino rappresenta la prima tappa in vista del terzo Congresso Internazionale che si terrà a Torino nella primavera del 1998" quando si dirà la parola definitiva sull'Uomo della Sindone.
Ma tutto è già anticipato (sottovoce) qui a San Marino.
Invitati dal moderatore a tenere la loro relazione, si susseguono i Professori: Ghiberti, Vangeli e Sindone; Kouznetsov, Un'interpretazione dei risultati dell?esame con il radiocarbonio; Jackson, Carbon 14 in Perspective; Barberis, L'uomo della Sindone è Gesù; Balossino, La ricerca informatica sulla Sindone; Zacà, La questione del tessuto; Scannerini, La questione dei pollini; Zaninotto, Rapporti tra Sindone ed Immagine di Edessa; Rebecca Jackson, Jewish Symbolism and the Shroud of Turin; Zaccone, La Sindone ed il sudario di Besancon; Patriarca, Alcune raffigurazioni cinquecentesche della Sindone; Baima Bollone, La ricerca sperimentale sulla Sindone.
Tutte le relazioni sono d'alto profilo scientifico e metodologico. Ma il 'clou' (il piatto forte) è la relazione del dr. A. Kouznetsov, specialista russo in chimica tessile, che ha guidato l'iter della gloriosa rivincita della chimica sul radiocarbonio 14.
Nell'ottobre '88, il referto 'solitario' del carbonio 14 aveva datato la Sindone di Torino tra il 1260 e il 1390. Dopo quel referto, molti avevano alzato le mani in una 'resa incondizionata'.
Ma i più (e tra questi gli studiosi e gli esperti del Sacro Lino) avevano negato che, dal coraggio della verità, fosse sbocciata, senza ombra di dubbio, la verità. E avevano contestando il metodo 'solitario' d'indagine.
Perchè il referto del carbonio 14 era inattendibile.
Nel 1994, sei anni dopo il detto referto dei Laboratori dell'Arizona, di Oxford, di Zurigo, il dr. Kouznetsov (con i suoi due collaboratori, Ivanov e Veletsky), aveva dimostrato sperimentalmente l'inattendibilità di tale referto. In uno speciale laboratorio (che riproduceva le condizioni fisico-chimiche in cui s'era trovata la Sindone nell?incendio che s'era sviluppato a Chamberry nel 1532), egli introdusse un campione di lino di En Gedi (Israele) del I secolo A.C.
Dopo 'questo incendio', effettuato nel detto speciale laboratorio, il campione di lino di En Gedi, del I secolo A. C., è stato trovato 'più giovane' di circa 12 secoli (sempre mediante la tecnica del radiocarbonio).
Il Dr. A. Kouznetsov, in un inglese sicuro e perfetto, ha fornito, all'assemblea sammarinese, ampia spiegazione delle reazioni fisico-chimiche avvenute nel suo laboratorio: in un incendio in cui coesistono simultaneamente alta temperatura, presenza di anidride carbonica e ossido di carbonio, avviene uno scambio di atomi fra il tessuto e l?atmosfera. Questo scambio è capace di disturbare tanto la data 'radiocarbonica' di un tessuto, da portarla dal primo al decimoquarto secolo.
Inoltre, il giovanissimo Premio Lenin, ha precisato:
a) i ricercatori al radiocarbonio non tennero conto della 'storia' del reperto e quindi di possibili influenze ambientali sulla distribuzione e quantità dell'isotopo carbonio 14, con importanti conseguenze sulla interpretazione dei dati stessi;
b) non effettuarono una sufficiente 'pulizia' dai contaminati accumulatisi, nei secoli, sul tessuto;
c) prelevarono un campione della Sindone nella zona 'macchiata', cioè bagnata dall'acqua che fu usata per spegnere l'incendio (e lo spegnimento sembra essere stato fatto, con una certa energia, gettando acqua sul tessuto).
Tali circostanze hanno contribuito a falsarne ancor più il risultato che era già erroneo per la carbossilazione indotta dall'incendio, ossia per 'la carbonazione' del tessuto di cellulosa.
E, tra gli applausi dell'assemblea, ha concluso riassumendo il suo lavoro e il suo pensiero: "Tutti i dati sperimentali ottenuti nei Laboratori di Ricerca di Mosca e le nostre assunzioni teoriche inducono ad una rivalutazione dei risultati di datazione della Sindone di Torino, ottenuti da Dalmon (ed altri), mediante un approccio radiocarbonico convenzionale".
Il fattore microbico ambientale
Dopo questo brillante successo, che ha ridimensionato il metodo e i limiti del radiocarbonio 14, l'attenzione degli studiosi russi (Kouznetsov, Ivanov, Veletsky) è ora richiamata da un altro elemento: dal fattore microbico ambientale. Essi stanno procedendo ad una diligente investigazione sulle modificazioni chimiche della cellulosa del tessuto attraverso microorganismi naturali, ambientali. Queste addizioni microbiche di C14 (come la precedente carbossilazione), creando legami chimici di C14 nella struttura cellulosica del tessuto, portano ad un arricchimento in C14 e, quindi, ad un ringiovanimento del tessuto. E' da osservare che tali addizioni microbiche, poiché creano appunto legami chimici nel tessuto, non potevano essere rimosse dalle procedure di pulizia impiegate nei laboratori che hanno eseguito i tests nel 1988.
L'altra viva attesa, al Convegno di S. Marino, riguardava 'le ultime elaborazioni del computer'.
Che cosa ha visto sulla Sindone la ricerca informatica? Questa esaltante tecnologia del futuro è venuta a confermare, o a debellare le precedenti acquisizioni? Il dr. Jackson, professore di Fisica all'Accademia di Colorado Springs, che, alla NASA, ha messo a punto 'una elaborazione delle immagini', tiene la sua relazione con un linguaggio 'asettico' dove non trova posto l'emotività. Ma le emozioni sono peraltro ben visibili nell'attentissima assemblea. Egli precisa anzitutto le sconfinate possibilità della tecnologia informatica.
a) Essa può estrarre dalla immagine della Sindone (e da qualsiasi altra immagine), "ciò che non è evidente sulla immagine originaria", ossia può evidenziare particolari non visibili sull'immagine bidimensionale;
b) può permettere la ricostruzione del volto della Sindone con il passaggio dalla bidimensionale alla tridimensionale;
c) può contribuire a definire l'autenticità dell'Immagine Sindonica (che non si tratta cioè d'un artefatto, ma di un negativo fotografico).
Il volto sindonico
Il negativo fotografico è l'aspetto sconvolgente del tessuto sindonico poiché, nel Medio Evo, l'arte fotografica non era nota e, meno ancora, la nozione di negativo.
Nel negativo a) vengono ribaltati i livelli di intensità luminosa: ciò che è nero diventa bianco e viceversa; b) viene scambiata la sinistra con la destra come avviene nelle immagini fotografiche classiche.
Soltanto il computer ha reso possibile questa elaborazione. Passare dalla immagine del telo sindonico a quella elaborata dal computer, significa estrarre l'immagine con assoluta 'asetticità' (qualunque sia l'immagine alla quale venga applicata questa metodologia). Se l'informazione c'è, viene fuori.
E mentre 'il paladino dell'informatica' spiega e chiarisce, il nostro pensiero corre, per ragione di somiglianza, a un qualsiasi restauratore d'affreschi, che lava e rilava la parete per vedere se emerge una traccia d?affrescatura. Se l'immagine c'è, viene fuori. Allo stesso modo, l'immagine sindonica è stata sottoposta, nel computer, ad uno speciale filtraggio perché venissero tolte tutte le impurità dovute alla vicissitudini storiche e ambientali del telo. Con questa elaborazione, è saltata fuori un'immagine tridimensionale (perché il tridimensionale c'è già nell'immagine, altrimenti non sarebbe venuto fuori!) che mette in evidenza particolari che non erano leggibili sulla immagine classica della Sindone:
a) le tumefazioni che compaiono vistosamente sulla guancia sinistra e destra;
b) alcune gocce di sangue sul petto dovute al deflusso della posizione reclina del capo;
c) colpi di flagello, e uno di bastone sul setto nasale che ne ha provocato il disossamento.
E' stato anche possibile staccare il lino (dove è impressa l'immagine), dalla immagine stessa. Vengono tolte le nebulose: si vede il tessuto, chiarissimo, a spina di pesce. Ciò che non s'è potuto fare con il metodo classico, è stato possibile con l'informatica. E si può intravedere addirittura la scritta (Kaisaros) sulla monetina che era stata posta sulla palpebra destra per tenerla chiusa.
Cosa può fare l'Informatica!
V'è poi un'altra metodologia che, oltre alla lettura di queste informazioni, sviluppa l'immagine nella componente principale che è il volto. Da questa emerge il volto naturale, privo di ferite, privo delle sofferenze e del martirio, dell'Uomo della Sindone.
I quattro evangelisti sono stati così avari di notizie che mai han fatto cenno alla sua statura, ai suoi lineamenti, al suo volto. Mai hanno precisato la data della sua nascita o della morte. Soltanto l'uomo, che vive alla fine o all'inizio dei due millenni, può contemplare, ammirato e commosso, il volto del Redentore, il Figlio di Maria, Gesù di Nazareth. Il medesimo che hanno visto e contemplato i discepoli e le folle. Non più solamente quello uscito dall'immaginazione e dal pennello degli artisti di ogni tempo. La visualizzazione dell'Uomo della Sindone, uscita dall'elaboratore della NASA è una immagine fascino.
Il volto privo delle torture
E' ben comprensibile che il prof. John Jackson, davanti all'immagine venuta fuori dal suo computer, abbia provato una emozione sovrumana. Ciò che è uscito dal computer, con questa elaborazione asettica, lascia stupefatti. E dà la sensazione che l'Immagine sulla quale il computer lavora, è un'Immagine misteriosa che ci porta ad ulteriori studi sull'Uomo della Sindone.
Con questa espressione, contenuta e misurata (asettica), il prof. Balossino, Docente di Informatica all'Università di Torino, ha chiuso la sua relazione.
Riassumendo: il Convegno Internazionale di San Marino ha puntualizzato che, dall?ottobre dell'88, Chimica e Informatica sono state le due indiscusse protagoniste delle nuove acquisizioni. In questi due anni che ci separano dal '98, ulteriori acquisizioni della Chimica sul tessuto sindonico e ulteriori elaborazioni del Computer cui si aggiungeranno gli ultimi studi sui microoragismi ambientali e i nuovi contributi sui pollini, fugheranno ogni ombra, e ci porteranno al definitivo, atteso pronunciamento scientifico: la Sindone di Torino è, senza alcun dubbio, il Lenzuolo che ha inviluppato il corpo di Gesù Nazareno.
Aveva detto, quasi lanciando una sfida, papa Giovanni Paolo II, nello Stadio Comunale di Torino, il 3 settembre 1988: "Sarà sempre una tragedia, per l'uomo, la separazione della cultura dalla fede".
Al Convegno Internazionale di San Marino, è stato avvertito, da tutti i partecipanti, che mai, come ai nostri giorni, scienza e fede si sono ritrovate insieme. A vicenda si illuminano. A vicenda si difendono lungo il cammino che percorrono.
Anche il Custode Pontificio della Santa Sindone, il card. Giovanni Saldarini, Arcivescovo di Torino, nel saluto inviato alle Autorità dell'antica Repubblica, augurando vivo successo della loro nobile iniziativa, aveva usato la seguente, gioiosa espressione: "Ci conforta vedere l'uomo di fede e l'uomo di scienza camminare a fianco a fianco".
Non è forse iniziata l'epoca post-moderna in cui la ragione, le realtà terrene, tornano a coniugarsi con la fede?
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