Il mio professore di filosofia, di cara memoria, sudava sette camicie, (quante prima di lui ne aveva sudate l'umanista Marsilio Ficino per mettere d'accordo Cristo e Platone), quando dimostrava (o pensava di dimostrare) l'impossibilità, per l'uomo, di creare la vita: l'uomo non è capace di creare la vita; ci vuole la potenza di Dio.
L'asserto era esatto. Ma l'equivoco c'era.
Allora (prima metà del sec. XX) era in voga la battaglia contro l'evoluzionismo ateo e si ammetteva timidamente l'evoluzionismo moderato di sant’Agostino (evoluzionismo teistico). Dal meno (-) al più ( + ).
Se qualcuno di noi avesse potuto suggerirgli all'orecchio una proposizione sola 'Dio ha creato e programmato', una luce celeste avrebbe inondato il suo spirito come aveva inondato i pastori la notte di Natale.
Ma il vocabolo ‘programmazione’ nell'uso corrente non c'era (e neppure nei testi di teologia).
Ora l'uomo sta scoprendo molti segreti di questa programmazione? (1).
E se trovasse i segreti della programmazione della vita? Non sarebbe, per questo, uomo creatore. Nel passaggio dalla morte alla vita o da una vita inferiore a una vita superiore, Dio ci vuole sempre. Ci vuole il programmatore.
Nei secoli di Galileo e di Newton, ebbe cattivo gioco la paura.
La paura che, con le nuove scoperte della scienza, crollasse la teologia. Crollavano invero non pochi castelli filosofici prefabbricati che non avevano, per fondamento, dati scientifici certi, dove il concetto di ‘natura e naturale’ partiva da un ordine logico precostituito (campato nel vuoto) e non da un ordine ontologico criticamente impostato.
Crollava quella teologia (quella parte di teologia) senza una base scientifica sicura. Non la buona, la sana teologia.
Dio ha creato il mondo. Probabilmente in un attimo? (2). Ma con un seme evolutivo. Dio ha creato e programmato. Evoluzione programmata.
Quando l'uomo, lanciato ‘dall'inizio’ alla conquista del creato, troverà l'insieme di quelle condizioni preordinate da Dio (3), potrà anche far scattare il fenomeno vita (4) (come, quando si combinano quelle lettere dell'alfabeto o quei numeri programmati, si apre la cassetta di sicurezza). La programmazione l’ha fatta Dio (5).
Ma va scoperta, contemplata, rispettata. Finora l’uomo ha fatto pasticci con le cose create da Dio (6).
Da un comune testo scolastico di biologia, quante volte ci è dato di contemplare i ‘miracoli’ che sono nascosti in una cellula del nostro corpo.
Nei cromosomi di ciascuno di noi, ci sono dai sette ai dieci milioni di ‘informazioni’. Ciascuna informazione scatterà a quella età, in quel giorno, in quell'ora: né prima né dopo. Quel meccanismo posteriore non scatterà, se prima non è scattato quello precedente (come nell'albero a camme).
Ogni cellula del corpo porta già registrato (come su un nastro) tutto ciò che in quell'animale o in quell'uomo si compirà, nell'arco della vita, per il suo completo sviluppo.
Perché esiste la vita così organizzata?
E' possibile pensare ai milioni di dati che offre il nostro piccolo computer, che portiamo nella cartella, senza pensare a coloro che l'hanno programmato? E quanto dovrebbe essere ingombrante il nostro calcolatore elettronico per fornire dieci milioni di informazioni!
Ebbene, una cellula del nostro corpo le contiene!
L'uomo creato e programmato da Dio si prostra a terra recitando il versetto del Salmo 138: "Ancora informe" (embrione) "m'hanno visto i tuoi occhi e tutto era scritto nel tuo libro!" (e in ogni cellula del mio corpo).
Nell'ovocellula fecondata c'è già tutto il patrimonio dell'adulto. C'è tutta la programmazione.
E' solo necessaria l'attesa di nove mesi perché dal seno materno esca il bambino per il quale tutto è stato programmato dall'istante in cui un'ovocellula ha accolto uno spermatozoo (tra i milioni o i miliardi che sono andati perduti) sino allo spegnersi delle ultime cellule vive.
Per il quale anzi è stata programmata l'eternità.
Note:
(1) “Purtroppo da quando è stata scoperta la scienza, le applicazioni tecnologiche contro la vita, contro l’amicizia tra i popoli, contro i valori della dignità umana hanno fatto la parte del leone. L’uso della scienza a scopi di guerra, e di distruzione ha prevalso. Le applicazioni tecnologiche per migliorare il livello della vita e per difendere la dignità umana non sono state mai prioritarie nelle scelte politiche. L’uso della scienza ha bisogno di valori. Nell’Immanente è la Scienza - fonte di valori in sintonia con la Fede - che ci ha aperto gli occhi sull’esistenza delle Leggi Fondamentali della Natura. Nel Trascendente è la Fede l’indiscutibile sorgente di valori affinché l’uso della Scienza non sia più contro l’uomo né contro la vita, ma per il benessere, la prosperità, la giustizia e il rispetto della vita umana. Ecco perché nel terzo Millennio dobbiamo riuscire a realizzare una Grande Alleanza tra Scienza e Fede”. Antonino Zichichi, Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo, Il Saggiatore, Milano, 1999, p. 217.
(2) I sette giorni (della settimana giudaica) sono celebrazione liturgica di un evento che continua a riprodursi incessantemente sotto i nostri occhi. Sono un salmo di lode, un inno! “Ma sotto il velo poetico, non vi sono forse tracce o segni di realtà profonde? Alcuni scienziati ipotizzano che i sei giorni (o epoche) della creazione siano perfettamente rispondenti alle moderne acquisizioni scientifiche”. Cfr. P. Mondini, Armonia dell’Universo, Massimo, Milano, 1992, pp. 251-257.
(3) Ammesso che Dio le abbia preordinate.
(4) "Una particolare organizzazione di molecole organiche le quali vanno dal semplice RNA dei viroidi alla realizzazione di organismi complessi che, oltre alle quattro forze fondamentali (gravitazionale, elettromagnetica, nucleare forte, nucleare debole) del mondo della materia, sono dotate di una quinta forza, che è l’energia vitale, la quale le differenzia dalle semplici molecole organiche inerti". P. Mondini, ibid., p. 171.
"Allo stato presente, lo scatto della vita, sembra appartenere all’ordine del miracolo, tante sono le condizioni che dovrebbero trovarsi riunite per poterla realizzare". Jean Guitton, Dio e la scienza, Bompiani, Milano, 1992.
La costruzione in laboratorio del genoma di un microorganismo è il traguardo che, nel 2002, raggiunsero il Nobel Hamilton Smith e Craig Venter (che nel 2001 ci aveva dato la mappatura del genoma umano).
Così precisa, a proposito, Giuseppe Sermonti, professore di genetica:"Essi hanno sostituito il genoma del mycoplasma con un DNA fatto in laboratorio. Non hanno ‘creato’ un DNA, lo hanno copiato da un batterio. E il DNA si è riprodotto in vitro, non in una cellula la quale è un microcosmo di una complessità enorme. Non si parli quindi di creazione della vita".
(5) E non solo nel campo della fisica. "Lo Spirito Santo vi guiderà alla verità tutta intera" (Gv 16, 13). Anche l'interpretazione della Bibbia è stata programmata per i tempi molteplici e misteriosi della Chiesa. I primi discepoli di Gesù compresero meno di quanto possiamo comprendere noi. E' cresciuta, secolo dopo secolo, alla luce dello Spirito, la comprensione della ‘parola’: evoluzione della comprensione della Bibbia: dal meno al più. Cfr. sopra, S. Vincenzo Lerins, Lo sviluppo della fede, p. I, cap. XV.
(6) A fine novembre 2001, in tutto il mondo vi fu un coro di no quando negli USA alcuni scienziati avevano 'clonato un embrione umano', ossia avevano riprodotto in laboratorio la vita dell’uomo nei suoi primi istanti (ma senza impiantarlo in utero). Il Presidente degli USA chiese al Senato la messa al bando di tali pratiche: "Non possiamo crescere una vita per distruggerla". Ossia non è concesso produrre embrioni umani allo scopo di ricavare organi per altre persone. E’ importantissimo trovare cure per gravi malattie, ma non a scapito di un altro uomo. Le cellule staminali non si trovano solo negli embrioni, ma anche nei tessuti degli adulti. Ad es., nel midollo osseo, nel cervello, nel fegato, nel sangue dei donatori, nel cordone ombelicale, nei feti abortiti.
A fine dicembre 2002 arrivò dagli USA la notizia 'agghiacciante e irresponsabile' della clonazione di un essere umano. Una donna trentunenne avrebbe donato il suo patrimonio genetico per la clonazione di un embrione che sarebbe stato trasferito poi nel suo ovocito e lei, la donna, dopo i mesi di gestazione, avrebbe messo al mondo una bambina (Eva) del tutto identica a se stessa. Riproduzione monosessuale. Una aberrazione da tutti i punti di vista?
La scienza è essenzialmente osservazione dei fatti. E’ necessario guardare la natura e scoprire i meccanismi intimi del nascere. E’ necessario osservare il genoma umano e non alterarlo perché è iscritto in un ordine più grande di noi. Rispettare l’entità nuova che sta crescendo è rispettare le generazioni future (rispetto dell'’ecologia). La clonazione, al di là dei mostri che ne possono venire, può portare danni incalcolabili alle generazioni future.
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