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Gli Autori sacri, per insegnare, si sono serviti di immagini
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Livello superiore
Parte Seconda
Gli autori ispirati della Bibbia s'erano serviti dell'analogia, dell'immagine, come metodo d'insegnamento, come catechesi.
Dalla natura (dal mondo della fisica, della biologia) e dal comportamento umano (dal mondo della psicologia), avevano preso immagini e immagini, ben note agli uditori, per far conoscere il mondo al di là della nostra esperienza: Dio e la nostra vita con Lui.
E' scritto nel libro della Sapienza: "Dalla grandezza e bellezza delle creature "per analogia" si conosce l'autore"(1).
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E le immagini si susseguono vivide ed ininterrotte in ogni pagina del Libro: "Dio educò il suo popolo, ne ebbe cura, lo custodì come pupilla del suo occhio".
- "Come un'aquila che veglia la sua nidiata, che vola sopra i suoi nati, egli spiegò le ali e lo prese, lo sollevò sulle sue ali" (2).
Gesù non è il Maestro nuovo che cancella tutto, come se tutto sia sbagliato quello ch'è stato fatto prima.
Egli continua nella scia di tutto l'Antico Testamento.
Per farci capire la grandezza della vocazione di discepoli suoi e di figli del Padre, prende immagini:
- dalla natura inanimata (il sale e la luce, lo scirocco e la pioggia, il tesoro e la perla, la lucerna, il lievito);
- dal regno vegetale (il fico, la vite, i gigli, il granellino di senapa);
- dal regno animale (le colombe e i serpenti, la chioccia e i pulcini, le volpi, i passeri).
Ma soprattutto si serve della psicologia (del comportamento degli uomini) per rivelare il medesimo comportamento da parte del Padre.
-Come l'uomo, che dorme con i suoi figli, si alza e dà il pane all'amico importuno che batte e ribatte alla sua porta, così il Padre celeste cede alla preghiera incessante dei suoi figli.
Quindi continuate a bussare, continuate a chiedere (3).
-Come il padre corre incontro al figliol prodigo che torna e, per primo, gli getta le braccia al collo e lo bacia, così Dio corre incontro al peccatore (4).
-Come il buon pastore lascia le novantanove e va in cerca della pecora smarrita e, quando l'ha trovata, non la batte, ma la mette sulle spalle e l'accarezza, così Dio lascia 'il paradiso' e viene in cerca dell'uomo (5).
Sempre dalla psicologia, prende immagini luminose per esortare il discepolo a seguire Lui, unico Maestro.
-Quando qualcuno ti invita a nozze, non fare come i farisei che cercano i primi posti. Tu mettiti all'ultimo posto. Vivi, anche, da umiliato, come il tuo Maestro, perché chi si umilia sarà esaltato (6).
-Come l'uomo che ha trovato il tesoro nascosto, come il mercante che ha trovato la perla preziosa, anche tu va' e vendi ciò che hai (7).
-Non fare come quei bambini in piazza che gridano gli uni agli altri: "Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato". Essi non vogliono impegnersi, ma tu impegnati (8).
Gesù si muove a suo agio attraverso i campi della creazione: il campo della fisica, della biologia, della psicologia.
Con la sua 'parola ad immagini' ci ha detto chiaramente che il creato visibile è il mezzo scelto da Lui per far conoscere il mondo al di là della nostra esperienza: il trascendente.
Egli sa che in tutti i campi v'è il medesimo stile, anzi vi sono medesime leggi perché un'unica mano, la sua mano di Verbo creatore, ha dato vita al mondo della natura e della soprannatura.
Il mondo bello e buono lo ha creato Lui e lo ha creato UNO: legato da medesime leggi.
Ed è venuto con noi per riportare all'unità, con il loro habitat, gli uomini frantumati dal peccato. "Perché tutti siano una cosa sola" (9). Perché il mondo ritorni 'uno' in tutti i piani della creazione (10).
E se, per insegnare, ha scelto l'analogia tra le molte cose, come maestra di vita, perché non dovremmo sceglierla noi?
Note:
(1) Sap 13,1.
(2) Dt 32, 10-11.
(3) Cfr. Lc. 11,5-8.
(4) Cfr. Lc. 15,11-32.
(5) Cfr. Lc. 15, 4-7.
(6) Cfr. Lc. 14,7-11.
(7) Cfr. Mt. 13,44-46.
(8) Cfr. Lc. 7,31-35.
(9) Gv 17,21.
(10) Cfr. Rm 8,19.
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