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Le cose visualizzazione parziale di Dio
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Livello superiore
Parte Seconda
L'evangelista Giovanni, nella seconda 'strofa' del prologo al vangelo, canta il Verbo creatore: "Tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste".
E nelle celebrazioni festive, l'assemblea professa, unanime, la fede "in un solo Dio, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili".
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'Se tu, Signore, hai creato 'il tutto', non è forse possibile, dalla tua creazione, risalire a te, al tuo essere, alle tue prerogative?'.
Da sempre, è stato questo il grande insegnamento biblico: dalle opere all'autore, dalle creature al creatore.
Nelle opere da Lui compiute, c'è l'immagine, lo stampo delle sue invisibili perfezioni. Della sua natura. Vi è delineato il suo ritratto.
L'autore sacro della Sapienza biasima le precedenti generazioni perché "dai beni visibili non riconobbero colui che è, non riconobbero l'artefice, pur considerandone le opere"(1).
E S. Paolo, nella lettera alla comunità cristiana di Roma, giudica inescusabile il mondo greco-romano perché non riconobbe "le perfezioni invisibili di Dio, che possono essere contemplate con l'intelletto nella sapienza creata. Ciò che di Dio si può conoscere, Dio stesso lo ha manifestato nelle sue opere"(2).
Negli stessi termini s'era espresso, due secoli e mezzo prima, il Siracide: "Nelle cose create v'è la sapienza. Dio l'ha diffusa su tutte le sue opere, su ogni mortale"(3).
Essa è immagine, riflesso, stampo, visibilizzazione della Sapienza Eterna.
Dunque, ogni realtà esistente parla. Ogni realtà insegna.
Anche se il linguaggio è parziale. La catechesi limitata.
Da ogni realtà uno sprazzo di luce.
-Dagli uccelli "che non seminano e non mietono, né ammassano nei granai"(4) o dai gigli del campo che "non lavorano e non filano"(5), la fiducia in Dio.
-Dalle colombe, la semplicità. Dai serpenti, la prudenza.
-Da Francesco d'Assisi o dal Santo Curato d'Ars, la bontà e la santità.
Ma non tutta la bontà e santità di Dio. Poiché la creatura è solo e sempre immagine "parziale" del creatore.
Certamente l'uomo, prima del peccato, era l'Immagine più espressiva e vivida del creatore. Aveva detto Dio al termine del sesto giorno della creazione: 'Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza?(6). Ma neppure l'uomo era 'analogia' di tutta la bontà e santità di Dio. Poiché la creatura è sempre e solo immagine 'parziale' del creatore.
Anche le cose, create dalla multiforme operosità dell'uomo, parlano dell'autore che le ha prodotte, delle sue caratteristiche, delle sue prerogative personali. Esse sono l'immagine, la visualizzazione dei suoi pregi, dei suoi difetti. Da esse si può risalire all'origine, all'autore.
Anche se ignoto.
E' proprio necessaria la firma dell'autore per riconoscere un'opera di pittura o di scultura o di architettura di Michelangelo? Si riconosce dallo stile. Poiché ogni artefice trasmette, nelle sue opere, l'insieme delle sue caratteristiche. Trasfonde il suo stile personalissimo. Lo stile è l'uomo aveva sintetizzato Georges Buffon, naturalista e scrittore francese del sec. XVIII.
E tra i linguaggi più eloquenti 'delle cose dell'uomo', vi è quello della scrittura. La quale è un modo personalissimo di tracciare le lettere dell'alfabeto e di unirle tra loro. Distingue una persona da ogni altra. Non v'è scrittura uguale ad un'altra, come non v'è una foglia o un volto o il pollice d'una mano uguale ad un altro. Nella grafia, la persona lascia se stessa. Le caratteristiche che ha ricevuto dalla nascita.
Girolamo Moretti, padre della grafologia italiana moderna, mentre guardava una pagina, scritta a mano con una penna normale, vi leggeva, in trasparenza, i lineamenti fisici e psichici dell'autore. La sua personalità.
Dunque da tutte le realtà della creazione, messe insieme, arrivano fasci di luce. Da tutta la 'sapienza creata', una catechesi ricchissima. Poiché Dio, in ogni atto creativo, ha manifestato se stesso. Non poteva, in alcun modo, non rivelare se stesso.
Ma solo il personaggio storico Cristo è immagine perfetta del Padre. E' visualizzazione integrale di Dio. E' la risposta totale alla supplica antica quanto l'uomo: O Dio, mostraci il tuo volto.
Note:
(1) Sap 13,1.
(2) Cfr. Rm 1,19-21.
(3) Cfr. Sir 1, 7-8.
(4) Mt 7,26.
(5) Mt 7,29.
(6) Gen 1, 26.
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