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Livello superiore
Frammenti
E' un aspetto parafisiologico dell'animale.
E' capacità di reagire, in determinato modo,
quando in un animale agiscono stimoli.
Noi diciamo ha una reazione psichica.
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E' emanazione, conseguenza, derivato della fisiologia.
Si serve di tutti gli organi della fisiologia.
E' un nuovo modo di guardare,
dal suo punto di vista, le cose che vede l'occhio, che sente l'udito.
E' un occhio in più.
E' un modo più raffinato che non la fisiologia comune.
Es., l'occhio vede il colore dell'occhio,
la psiche vede l'occhio triste.
Anche l'animale vede la tristezza.
Si accorge se uno lo guarda con occhio cattivo, e come!
Considerare la macchina fotografica con la pellicola da impressionare:
vede l'occhio azzurro, castano, ecc.
Il cane vede gli occhi azzurri e tristi. ('76,55).
Alcuni animali hanno psiche perfezionata.
Il delfino fa movimenti impercettibili
quando corre velocemente nell'acqua (km. 80).
Se facesse un movimento fuori posto, esploderebbe.
Così l'esplosione di un supersonico è la vibrazione violenta
del superamento del muro del suono.
Basta un'inezia fuori posto (una vite) per provocare l'esplosione.
Il delfino ha psiche perfezionata:
nel cervello ha un sonar (in profondità, il radar è in superficie).
Il pipistrello ha un radar che emette ultrasuoni,
e aspetta il ritorno (il rimbalzo),
e sente quindi la distanza da un ostacolo.
La talpa è senza occhi, la vipera è senza udito:
sentono le vibrazioni. Battere quindi con il bastone.
La vipera sente le vibrazioni sotto forma tattile e scappa. (1976, 84).
La fisiologia ha come base la fisica e si serve della chimica.
Di leggi fisico-chimiche.
Il tutto, tenuto insieme, dalla vita.
Così la psicologia si serve della fisica, della chimica.
Si parla di psiche finché uno è in vita.
Es., reazioni nervose che avvengono per via chimica;
l'adrenalina scaricata per via nervosa (nell'ira una scarica di adrenalina).
Tutto legato. (1976, 53-54).
Ambedue (fisiologia e psiche) obbediscono alle stesse leggi.
Non possono fare a meno della fisica, chimica e fenomeno vita.
A sua volta l'anima spirituale viene inchiodata dalle leggi del corpo.
E' pilota che guida un'auto scassata.
E' condizionato dall'auto pur avendo la sua libertà.
Le sue capacità.
Metà della psiche dell'uomo è comune all'animale,
e metà appartiene all'anima spirituale.
La psiche non viene a caso: segue leggi precise.
La psicologia s'impara osservando le azione e reazioni,
le minime cose nel campo fisico.
Es., l'acqua in una bottiglia è ferma;
versando in un bicchiere, tutto è agitato;
poi tutto torna alla normalità.
Se si prende una cannuccia,
non avviene lo sconvolgimento.
Così avviene nell'uomo:
quando le idee sono date gradualmente
non avviene lo sconvolgimento.
Lo studio psicologico di Gesù mi ha entusiasmato verso di lui.
L'osservare la Sacra Scrittura da un punto psicologico, umano,
porta a capire di più la distinzione fra i tre piani e il quarto,
e ad assaporare ciò che prima era impossibile valutare.
Es., Dio non tenta al di sopra delle proprie forze,
ma includendo il quarto piano,
altrimenti i tre piani non sono sufficienti.
Bisogna sempre sezionare, dividere,
altrimenti non si comprenderà mai l'intervento massivo
della soprannatura: ''Qui comando io''.
N.B. Il quarto piano non viene capito nella sua grandezza,
ma si mescola con il primo piano.
Come 'alcool puro' viene annacquato dai tre piani sotto
e perde la sua forza.
Psiche derivata dalla fisiologia.
E' organo fisiologico, la parte animale.
Ma questo non si poteva spiegare senza la tridimensionale.
Quindi anima e corpo si intrecciano come le dita delle due mani:
la psiche umana viene dall'intreccio.
A sua volta la psiche razionale è condizionata dall'animale,
quindi non può fare quello che vuole,
ma quello che può.
Cfr. S. Paolo, soprattutto nella Lettera ai Romani.
Quando una reazione psichica passa nel corpo è provvidenziale (psicosomatico), altrimenti taglierebbe
i fili di collegamento tra anima e cervello.
La psiche s'è bruciata, come se una funzione le fosse tolta.
La persona si stacca dalla realtà completamente.
E' rotto il ponte tra corpo e anima.
Certamente v'è un organo deputato al funzionamento della psiche.
Se viene colpito quest'organo, la psiche non funziona più.
Quest'organo è di tipo elettrico, o elettronico 'quasi niente'
Un gruppetto di cellule.
E' lo studio sulle primordiali che ha portato a questo. (1976, 32-33).
Le sei primordiali sono sufficienti a spiegare tutti i comportamenti umani.
Tutte le tendenze.
In ogni tendenza sono tutte presenti, ma in grado minimo,
e servono a tenere in moto le tendenze.
La diversificazione viene dopo.
E' un tutto armonico. Questa la bellezza.
Risponde a determinate leggi.
Se non si ammettono, non si capiscono determinate cose.
Sono saltate fuori attraverso la fisiologia.
Le sei primordiali: (1978, 146).
1- aggressività;
2- tenacia (il trattenere per sé);
3- armonizzatrice (è la fondamentale, in collegamento tra tutte le cinque
e in collegamento diretto con la vis);
4- sceverazione;
5- socialità (è il sentire l'altro, o perché si desidera l'elogio (vanità), o perché ci aiuti;
6- pregnanza (quando è tanta, appesantisce tutto, quando è leggera, è tutto sfumato; dice quanto peso c'è in tutto il resto del carattere: quanta aggressività, ecc.
7- la vis è il trait-d'union tra fisiologia e psicologia.
E' l'organo del cervello deputato alla formazione della psiche.
Forma le sei primordiali e le mantiene in vita.
Es., l'abbassamento di tono psichico, viene da un abbassamento di tono fisico.
Un leone che ha fame cosa fa?
Il leone spiega le sei primordiali.
Il leone, che ha fame, armonizza i propri movimenti (3)
per procurarsi la preda (1),
la trasporta nella tana (2),
difendendola dai parassiti (1 e 2).
Nella scelta della preda e in tutto il comportamento usa la sceverazione (4),
sempre guidata, armonizzata dalla (3) che tiene conto di tutti i particolari ambientali, delle condizioni fisiche del leone e della appetibilità della preda.
Nella tana porta il cibo ai cuccioli e alla partner (5).
In tutto il comportamento può essere delicato o pesante a seconda della (6) che si proietta in tutto il carattere. Quindi nell'affettività (5), nella aggressività (1), nel tenere per sé quanto ha conquistato e quanto gli appartiene.
La carenza della terza abitualmente produce disarmonie di comportamento:
ecco l'esagerata impressionabilità (6) che può diventare patologica.
Es., quando i corpi si scontrano, entro l'olio, non vi sono attriti crudeli.
Es., la permalosità è aggressività non guidata dalla ragione, quindi poca della (3) e poca della (4) con eccesso della (1).
La suggestione, se ci domina siamo liquidati,
ma se la dominiamo, è un ottimo mezzo.
Il tipo facilmente suggestionabile (che non sia stato patologico),
ha più possibilità. (1972, p. 6).
Lo stato d'animo è transeunte perché in movimento.
Riguarda i tre piani in atto: nel momento in cui agiscono
viene fuori lo stato d'animo.
Una persona, quando cammina,
è diversa da quando sta ferma,
così la persona che è nel dolore, ecc.
Cambia la vis , organo fisiologico che presiede alla formazione di tutta la psiche. (1976, 41).
Se i tre piani permangono nella stabilità della psiche,
si trasformano in complessi (psicoterapia),
e possono esasperarsi sino a intensità 100, 1000 volte superiore.(1976, 41 e 43).
L'equilibrio viene alterato da un contrattempo.
C'è da creare (sul secondo piano) un'abitudine a frapporre delle resistenze (in senso elettrico) tra il nostro io e gli avvenimenti esterni.
Es., un filo di argentana, (lega usata per le resistenze)
cm 10 = 10 ohm di resistenza: //////////////// prima della lampada,
questa si accende appena.
Se uno frappone resistenze, non sente il colpo immediato.
Il contrattempo trova resistenze prima di arrivare all'io.
Per le cose improvvise occorre avere sempre qualche tecnica
(secondo piano)
per creare un'abitudine a frapporre resistenze di base
(che arrestano, che bloccano),
per guardare come stanno le cose.
Aspetta un momento, conto fino a 10,
se no ti spacco il muso.
Poi si passa al quarto piano:
o ci ha dato prima i mezzi,
o ce li dà dopo,
o ci lascia così perché è bene così per noi:
- qualunque cosa ci capita è per il nostro bene;
- se Dio mi ha dato questo, certamente al posto di altre sofferenze;
- una piccola sofferenza, una quantità smisurata di gloria!
Il mio peso quotidiano di sofferenza.
Oggi me ne ha dato un po' di più,
domani me ne darà un po' di meno.
Ogni giorno devo guadagnarmi io pure il mio paradiso.
E Dio ci distacca!
L'importante è non avere il contraccolpo
perché, dopo, ci vuol molto tempo a mandarlo via.
Quante meno resistenze poniamo al trauma,
tanto più paghiamo di persona.
Se noi cadiamo a terra in malo modo,
il male ci resta.
Bisogna evitarlo.
A chi non ha fede dare degli hobbies potenti,
consistenti.
Es., la forza della sfida o dello humour.
Eppure io ho questo!
Meglio che sia morto lui, che sia morto io!
Ciascuna delle sei coesiste con tutte le altre, ma è se stessa;
non c'è un pezzetto dell'altra dentro.
Sono elementi puri, come uno, due, tre, ecc.
Il tutto è sempre e solo per la difesa della persona,
e delle persone e cose cui la persona è affezionata.
La natura ci ha fatto in modo da poter sopravvivere,
non da rinunciare alla nostra vita a beneficio degli altri.
La mamma che si getta nelle fiamme (anche la leonessa lo fa)
perché è suo!
Lo può fare anche per qualche altro perché si è affezionata.
Altruismo?
Se il mio padrone muore che cosa faccio senza di lui?
Quindi sempre l'interesse, non la carità. (1978, 146-149).
Dalle sei basi primordiali,
si dimostra che non viene fuori la carità. (1978, 16).
Es., chi non è aggressivo vuol dire che non è capace di difendersi,
non che ha la carità.
E quando ci fosse la quinta primordiale forte
(sensibilità alla società, al sentire l'altro), si vive dell'altro
e si ha bisogno di stare con gli altri per vivere in comunione,
ma è ancora bisogno di stare assieme, è donare per ricevere.
O è vanità: il bisogno dell'altro per farsi adorare, per asservirlo.
Non è carità. Carità è donare solo.
Affettività e vanità sono sullo stesso piano.
E' la stessa tendenza. Non l'una la negazione dell'altra.
E' il desiderio del contatto umano, della socievolezza.
La vanità nasce dall'affettività; cerca di attirare l'attenzione degli altri
perché ha bisogno degli altri.
La donna, nella sua vanità, cerca di attirare un affetto.
Osservare i fatti alla luce delle sei primordiali.
Esce fuori una psicologia nuova.
Sono queste le idee madri.
L'importanza del piano umano:
se noi non mangiamo e non respiriamo, moriamo.
Nei tre piani, la carità non esiste. (1976, 13).
Al massimo è benevolenza, essere accoglienti,
o mancanza del grande egoismo.
Chi conosce la carità, sa che è così.
Per sua natura, l'uomo non ha amore.
Quantificando 'egoismo - carità',
l'uomo migliore può trovarsi alle soglie della carità,
ma non ha la carità totale. Es., una strada a due corsie:
uno percorre la corsia della carità solo con la grazia.
Abitualmente noi siamo cattivi: 'Voi siete cattivi' (Lc 11,13).
La bontà nell'uomo è carenza di spinta all'egoismo.
Non è un fatto attivo. Mentre la carità è attiva.
L'uomo potrebbe arrivare, al massimo,
a non fare agli altri ciò che non vuole a sé. E' inerte.
La carità è 'fate'.
'Amatevi come io ho amato voi' (Gv 13,34).
L'amore è la cosa più difficile che ci ha comandato il Signore.
Siamo delle sfere che si toccano in un punto solo.
La nostra incomunicabilità.
L'amore chiederlo sempre a Dio.
Un corpo solo e un'anima sola. No.
Bisogna partire dall'idea che si è in due: due volontà.
Un'anima sola è un sogno.
Non è possibile che sentano all'unisono.
Quanti possono dire: 'siamo un'anima sola!'
E' un chiudere gli occhi alla verità e mettersi a sognare.
A volte due caratteri non riescono a capirsi.
Un gatto non capisce la fedeltà al padrone,
e un cane non capisce l'infedeltà. (1972, p.8).
Se uno dei due non è d'accordo, non c'è nulla da fare.
E anche quando sono d'accordo, capitano le giornate storte.
E, siccome ad ogni azione corrisponde un'azione uguale e contraria, comincia il nervosismo tra i due.
Devono essere due che conoscono le vie della santità,
se no, non riescono a vedere, a sentire nello stesso modo.
E' l'amore che deve intervenire,
che fonde due metalli diversi per fare una lega:
un fuoco formidabile,
se no non si fondono.
Ognuno deve rinunciare alla propria struttura
per formare un terzo metallo.
Costruire tutto sul secondo piano
per far tacere il primo.
Ridimensionare il proprio carattere.
Ognuno qualcosa deve cedere.
Bisogna viverlo il matrimonio
con tutte le sofferenze che comporta.
E' conquista d'ogni giorno,
è lotta contro,
è far posto all'altro!
Cfr. 16.28a.69
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