 |
 |

|
 |
Livello superiore
Frammenti
Attraverso la bussola si vede bene la fisica, la chimica, la psicologia.
Ho cominciato per caso a meditare sulle bussole.
Fin da bambino m'hanno sempre attratto.
|
Magnetizzare e smagnetizzare.
Poi intensità uguale.
Le piccoline sono più pronte a reagire.
Nelle bussole c'è tutto un gioco di forze,
così la psiche va in base a una risultante di forze (che sono le componenti).
Questa è la ragione per cui le bussole parlano della psiche.
Non c'è bisogno di dimostrare,
ci si arriva per induzione.
Le bussole ci dicono che c'è una psicologia nuova in vista.
Qualunque sia il campo (sociologico, morale, ecc.),
dove c'è un incontro-scontro di forze, le bussole insegnano.
Si trovi un campo dove non ci sia un gioco di forze. (1976, 57-59).
Legge delle forze nelle varie tendenze psichiche,
legge delle forze nell'incontro tra gli uomini (le varie personalità).
Dove esiste una forza esiste una bussola, esiste una psiche.
Altrettanto, dove esistono muscoli, anche lì leggi di forze.
Cinetica, guarda il movimento.
Statica, guarda le cause dei movimenti.
Dinamica, guarda le cause e gli effetti (ci sono dentro le prime due).
Le bussole si mettono al centro della fisica
perché la fisica è basata sulle forze.
E' in pratica in tutti i campi dello scibile
perché in tutti i campi dello scibile vi è un incontro- scontro di forze.
La bussola, appena un magnete si allontana,
si dirige subito verso il nord.
Non sta lì a pensarci.
Così sia di te!
Il pensiero interiore,
il ritorno sui grandi valori. ('77, 119).
Vedi importanza degli esercizi spirituali.
L'ago della bussola, trovato il nord, si ferma nella sua direzione.
Se la temporanea vicinanza di altre bussole o magneti lo distrae,
torna poi al suo orientamento
non appena l'ostacolo o la tentazione si allontana,
e non attende un attimo per tentare di raggiungerlo.
Se questi permangono,
l'ago resta prigioniero anche per tutta la vita,
ma non vinto,
infatti quando l'ostacolo si allontana,
o quando un'attrazione ad esso opposta si accosta
(magnete riequilibratore per la posizione da esso assunta)
l'ago torna al nord,
l'uomo a Dio.
E' l'abituale 'iter' dell'uomo sulla Terra:
una serie di sbandamenti e di ritorni
con l'inevitabile 'crisi di ricerca' in ambedue i casi
(l'avanti e indietro prima di centrare la posizione esatta al nord o deviata)
e il tempo perduto,
disperso nel nulla quando l'uomo sta lontano da Dio
(scritto a mano da A. Bertelè, datato 28 Ag. '85).
Le bussole tengono conto di tutto,
mentre il magnete è rigido!
I magneti captano gli aghi.
Al contrario Dio non capta mai,
Alaska non capta mai,
lasciano la libertà.
I magneti non lasciano la libertà.
La bussola è l'opposto del rigido.
Cerca la comprensione perché è flessibile e socievole.
Il magnete è anti-socievole con il suo rigore (è giansenista inflessibile).
La bussola è l'uomo in questa condizione di libertà.
La bussola è la socialità (quinta primordiale: il sentire l'altro o per voler bene, o per chiedere la corrispondenza, o, nel senso deleterio, cercare l'altro per farsi adorare dall'altro.
E' ancora socialità, ma narcisistica.
Il magnete è l'aggressività (prima primordiale).
La legge del solitario.
Il solitario si orienta verso 'il proprio' nord.
Necessità dell'isolarsi per meditare e studiare;
con altri, anche se utile, diventa dispersivo.
Gesù che si ritira solo sul monte, viene ripetuto dagli evangelisti soprattutto dopo che era stato con la folla.
E' una esigenza naturale.
Il 'proprio' nord.
Non quello vero, perché è soggettivo.
Dipende dal proprio modo di pensare.
In psicologia tutto è soggettivo.
A parte le tendenze innate e acquisite.
Tutto ciò che è nel mondo logico è soggettivo.
Fa parte delle proprie interpretazioni personali.
Il nostro nord dovrebbe coincidere con il nord terrestre.
Purtroppo ognuno vede con gli occhi propri.
Interpreta con gli occhi propri.
E' un errore arrabbiarsi quando uno non vede le cose come le vediamo noi.
La psiche interpreta tutto in modo soggettivo.
Il mondo logico di per sé è soggettivo:
è dentro di noi, non fuori di noi. ('76,71-72).
E' il nostro modo di interpretare ciò che è fuori di noi.
Diventa tanto più oggettivo
quanto più si avvicina a ciò che è fuori.
C'è un margine di soggettività sempre.
Basta pensare al 'connotativo':
il diverso significato al medesimo vocabolo.
Legge della coppia.
Comportamento dei due quando sono lontani:
ognuno sente il proprio nord.
Quando si avvicinano, cominciano a trascurare il loro nord
per tenere conto dell'altro, finché arrivano a stretto contatto.
Quando sono a contatto non sentono più il nord:
è la visualizzazione di una legge.
Si interessano solo di loro due. Sentono solo loro due.
Poi basta separarli un poco e sentono ancora il nord.
Ambedue devono sentire l'altro,
ma anche il nord contemporaneamente,
e non solo l'altro da cui non si staccano
se non intervengono forze estranee.
Es., la grazia. 'Ducam eam in solitudinem et loquar'.
Lo staccarsi è nel tempo e nello spazio
(principio della cinematica: statica più dinamica).
Se le due bussole stanno troppo lontane non c'è contatto,
se troppo vicine, sì.
Nelle bussole c'è una difesa: l'intercapedine.
Se non ci fosse verrebbero a contatto gli aghi:
uno attira l'altro, uno è in grado di sollevare l'altro;
attaccamento tremendo, adesione totale.
Con l'intercapedine c'è la possibilità di tenere un certo contegno.
Con l'intercapedine non si distruggono a vicenda.
Non vivono da cannibali.
L'intercapedine dà libertà all'ago.
Quando è tolta la barriera,
incomincia l'attrazione violenta e il sequestro della persona. (1976, 89-90).
Ci deve essere una via armonica.
La distanza varia da caso a caso:
se si sente attrazione, bisogna stare lontani;
se non c'è pericolo di attrazione, si può stare vicini. (1976, 73-74).
Quando una persona si sente capita, si attacca subito.
Dove si sente che si sta bene, uno si aggrappa.
Es., la folla che cerca Gesù perché ha moltiplicato i pani.
E Gesù fugge.
Se uno vuol vivere senza guai, deve lasciare una intercapedine
(e può essere anche la veste, o altro).
Quando sono a contatto, non sentono più il nord.
E' la visualizzazione di una legge.
Il nord, pur essendo immenso, ha poca forza locale,
mentre una calamita, che ha molta forza locale,
a un metro non si sente più.
Es., la voce della Perpetua,
che ha poco rilievo nella considerazione del parroco,
poiché è vicina e insistente,
ha più forza di una voce autorevole, ma lontana.
Cfr. legge di Coulomb, il quadrato della distanza.
Es., un magnete, se a un metro di distanza,
la bussola lo sente appena,
avvicinandola a un decimo di millimetro,
l'attrazione dovrebbe essere diecimila volte più forte;
invece è diecimila per diecimila, ossia
cento milioni di volte più forte.
E' come avere cento milioni in tasca invece di diecimila lire.
Le reazioni psicologiche sono le medesime della bussola
perché appartengono alla fisiologia. (1976, 76).
Prudenza e conoscenza regolano la distanza.
Regole di ascetica magnifiche, tratte dalla fisica.
C'è dentro la forza di una legge.
Il cristianesimo vuole che si sia vicini all'altro,
ma non troppo da non essere più vicini a Dio.
Le bussole, avvicinate tra loro, si condizionano;
le persone, avvicinate tra loro, si condizionano,
e non sentono più l'attrazione del nord, di Dio.
E' necessario ogni tanto isolarsi, separarsi.
La bussola non è un esempio, è una visualizzazione integrale.
Mette in luce una legge.
E' così perché è così e non può essere diverso
perché obbedisce a quella legge.
E' questa la forza delle visualizzazioni.
Es., un grave cade in giù e non va verso altra parte.
Ecco la forza della legge.
E' con questa chiave che apro questa serratura, non con una simile.
Il caso verrebbe a togliere l'idea del condizionamento totale in fisica.
La bussola, se manca interferenza, va sempre al nord.
Da che cosa il caso verrebbe?
Dalle interferenze di più forze?
Se c'è una deviazione dalla norma,
vuol dire che c'è una forza che l'ha deviata.
Anche nel tornio, la millesima vite, non è uguale alla prima
perché il tornio s'è logorato. (1976, 83).
La visualizzazione, base stabile della psicologia.
Se la psicologia non fosse accettata come visualizzazione integrale
della fisica, potrebbe essere accettata come esemplificazione.
Necessità di questo rientro per una base stabile alla psicologia.
Se non ci fosse, bisognerebbe crearlo questo collegamento
perché la psicologia è tutta sballata, è tutta campata per aria.
Il Signore ha posto il nostro spirito in un campo di fisica.
La fisiologia è fatta di fisica e chimica più vita.
Leggi fisiche e chimiche più la vita che organizza il tutto.
La psiche è un derivato della fisiologia.
Se no, vien fuori da che cosa?
N. B. Sono concetti nati per analogia dalla fisica (magnete, bussola).
Sono idee madri ? concetti chiave ?
Diversi da idea madre , prolificità.
Non si può aprire quel campo se manca quella chiave.
N. B. L'esempio ferma l'idea e resta più radicato perché prende tutto l?uomo, anche la memoria sensitiva. ('76, 40-41).
Se non è vero, è verosimile: che non porti fuori strada.
Se mantiene sulla strada va tutto bene. ('76, 54-55).
All'inizio, pensava a un fatto così fecondo?
No. E' venuto così pian piano.
Avevo solo qualche bussola.
Il magnetismo fa parte della gravitazione universale.
Cfr. 76
|
|
 |


|
|