Il corpo creato da Dio pezzo per pezzo.
Non esistono panni sporchi.
Ogni organo ha la sua dignità.
L'alfabeto della psicologia è uguale all'alfabeto della fisica.
La fisica butta tutto sulla bilancia.
Discutete pure, ma i dati sono questi.
Es., una carta cade.
Istante per istante cade in modo diverso.
Obbedisce a leggi (gravità, resistenza dell'aria, ecc.).
Es., la candela non accende la litantrace.
Accende il legno tenero. Perché?
L'intelligenza profonda è stimolata dalla sofferenza.
Ma bisogna che accumuli tanta sofferenza prima di muoversi.
E' una delle molle che muove l'uomo.
F = ma (ma la massa sta ferma se non viene spinta da qualcosa).
Il ribelle ( il terrorista è uno che soffre o ha sofferto. (1972, 4).
Nella fisiologia, istante per istante,
scatta un meccanismo che mette in moto tutto un insieme.
Se nel mondo mancasse una legge di fisica,
Dio la farebbe.
Essere aderenti alla fisiologia.
Come Dio ha voluto la natura.
Il corpo in se stesso è qualcosa che è bene.
Un unico creatore della natura e della soprannatura,
create con pari amore.
Se trattiamo male questo nostro povero corpo
diamo all'anima uno strumento che non vale. (1970, p. 8).
Per il tronco una piccola parte del cervello.
Solo per un dito della mano, una larga parte del cervello.
E' il ‘ministero' che ha più bisogno di ‘erogazione'.
L'importanza di questa funzione.
Ogni dito una innervazione propria e una estensione notevole.
Miliardi di cellule, miliardi di comunicazioni.
Una perfezione ‘dentro', che l'uomo non riesce ad abbracciare,
a capire sino in fondo nei particolari.
C'è da cadere in ginocchio e adorare Dio!
Il biologo vede l'ignoto, non vede Dio se non riceve luce.
Dio si manifesterà a lui,
ma nel modo e nel tempo dettato dal suo amore (1973, p. 9)
Ci fa sentire il senso della comunità.
Chi dà, chi prende, ut unum sint.
E lo fa col tocco dell'artista.
Un po' adesso, un po' dopo' e non ci fa fare l'indigestione.
Il modo come Dio fa le cose è veramente un poema.
E non ce ne accorgiamo, ma Dio fa così.
Il pane, un monumento di socialità.
Il ferro dalle miniere,
coloro che l'hanno lavorato per fare l'aratro,
per fare le altre macchine,
il contadino semina, eventuali concimi,
raccoglie con altre macchine,
il passaggio da una mano all'altra nel commercio.
Poi il molino della farina, poi il fornaio,
poi il ragazzo che lo porta a casa.
Purtroppo non le vediamo queste cose belle.
La pianta di primavera mette le gemme,
d'estate i frutti,
d'autunno si libera delle scorie,
d'inverno racchiude dentro di sé ciò che è prezioso,
che metterà fuori in tempi migliori. (1971, p. 4bis).
Un pezzo di roccia.
Per mezzo delle forze naturali,
cadendo e rotolando continuamente,
si smussa e diventa sasso capace di vivere in società.
Così per l'uomo.
A volte Dio agisce direttamente,
a volte lascia agire le forze naturali.
Dio preleva un pezzo di pietra
quando vuole tagliarla come vuole Lui.
Umiltà obbligata. (1971, p. 12).
Fiducia nell'intelligenza di Dio,
fiducia nell'amore di Dio (1971, 13).
La programmazione c'è dentro di noi.
Dove c'è un nucleo, c'è programmazione.
Come nelle piante, tutto è programmato cromosomicamente.
Quando arriva la data temperatura, scatta il meccanismo.
Il carattere del piombo:
riceve una botta e assorbe tutta l'energia cinetica, deformandosi.
Prende la forma da ogni botta.
Ogni botta lascia traccia.
Il carattere dell'acciaio:
riceve una botta e reagisce.
Ogni botta, che riceve, la restituisce. (1973, p. 28).
Il cervello elabora i dati, senza capire nulla (così il computer),
e li presenta all'anima.
E' come un'auto che serve ad andare,
ma è l'uomo che guida.
Nello stesso modo che l'uomo si serve dell'auto,
l'anima si serve del cervello. (1973, p. 29).
Anche il più grande genio non può attribuire nulla a se stesso
perché ha ricevuto tutto.
E' il sì che il Signore premia.
Non conta se uno recita la parte di re o di servo. (1971, 15).
La natura: spostare il concetto sulla finalità.
Natura e contro-natura, è necessario non equivocare.
Natura psicologica, filosofica, chimica.
Noi dobbiamo vederla fisiologicamente, attraverso la funzione.
Non solo anatomicamente, altrimenti non si capisce nulla.
Ai pesci le pinne perché devono vivere nell'acqua:
la loro vita è solo nell'acqua.
All'uomo la mano: libera di vivere in tutti i modi.
Spostare il concetto sulla finalità.
La struttura ci orienta già alla finalità.
Quando noi diciamo sociologica, politica, ecc.,
spostiamo sempre il termine natura.
Natura è ‘la creazione', secondo la ragione per cui è stata creata.
La causa finale è quella che qualifica, che distingue.
Usare di una cosa secondo la finalità
per cui Dio l'ha creata.
Es., uno usa del tabacco secondo la finalità
cui Dio l'ha destinato.(1971, pp. 20-26)
Nella natura fisica, umana, ecc., si vede la stessa mano di Dio.
E' l'architetto che ha uno stile.
Lo stesso stile (le stesse leggi) nella fisica, nella psicologia.
In ogni campo c'è la stessa mano.
Gli esperimenti fisici danno luce sul piano psicologico.
E' legge di natura che nessuno possa vedere se stesso.
Nello specchio noi vediamo la controfigura.
E' facile che qualcuno non capisca nulla di sé.
Padre Girolamo Moretti non capiva nulla della sua scrittura.
Sono stati i discepoli che…
Quando l'uomo è giovane,
i cromosomi gli fanno vedere in modo illusorio,
gli danno una spinta.
Sente la forza di affrontare tutto.
(Guai se non ci fosse: uno non incomincia).
Poi c'è la forza d'inerzia…
Poi il motore viene meno;
viene a mancare la forza di accelerazione (i guai, le delusioni);
poi viene il pensiero della morte…
E' provvidenziale che sia così.
Come l'onda del mare.
Inizia pian piano,
poi diventa grossa,
poi prosegue con una certa grandezza,
poi pian piano si calma o si rompe improvvisamente (vecchiaia).
(1971, 8 bis).
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