La divinità in lui era eclissata
come è in noi che non ci accorgiamo della grazia.
Viveva come uomo.
E riceveva quel tanto che il Padre voleva dargli.
'Solo il Padre lo sa' (Mc 13,32) e non era una bugia.
'Padre, perché mi hai abbandonato?' (Mt 27,46) ed era un grido vero:
non sentiva la presenza del padre, l'amore del Padre.
Gesù è cresciuto 'in sapienza, età e grazia' (Lc 2,52)
nella natura umana come cresciamo noi.
Come uomo aveva i quattro piani come noi (cfr. pp. 1-3).
Ha fatto in modo di crescere come cresciamo noi.
Ha fatto in modo di soffrire come soffriamo noi.
S'è guadagnato il suo posto nel paradiso,
giorno per giorno, servendosi della sua umanità. (1970, p. 7).
Il massimo di divinizzazione se l'è conquistata lui.
E dietro la Madonna.
'Ancora un poco, Gesù, e poi tutto sarà finito'.
Sono parole di Anna Katharina Emmerick (1774-1824, beatificata il 3.10.2004),
che, in una visione, guarda Gesù che cade sotto la croce.
Mai Gesù così umano.
Sono felice, Gesù, che tu sia al primo posto nel paradiso che ti sei guadagnato. Si sentono i brividi! (1971, p. 2).
Vedere la sua umanità in quelle piccole cose che noi disprezziamo.
Es., la delicatezza di Gesù con le persone:
evitare la brutta figura ai due sposi di Cana.
Anche questo è andato a vedere.
E noi ci passiamo sopra con le zampe dell'ippopotamo.
Li uccidiamo con il nostro rigorismo.
Sì, una volta tanto. Anche Gesù (cfr. Mt 23, 13-26).
Quando occorre, occorre.
Gesù tiene conto dello stato d'animo delle persone.
Non le vuole distruggere come facciamo noi.
Come tutti gli atti di Dio sono manifestazione della carità,
così tutti gli atti di Gesù sono manifestazione della carità.
Gesù non si è preoccupato di dare buon esempio, ma di amare il Padre.
Non avere mai la preoccupazione di mostrare una parte di sé,
preoccuparsi di vivere l'intensità dell'amore.
Gesù uomo ricercò sempre la volontà del Padre.
'Non sia fatta la mia, ma la tua volontà' (cfr. Mc 14,36).
Voglio quello che vuoi tu ('70, p. 2).
Nella terza invocazione del Padre Nostro
esorta i discepoli a fare gioiosamente la volontà del Padre,
come è fatta in cielo dagli angeli e dai santi (cfr. Mt 6,10).
Non dire mai: 'siccome non posso fare altrimenti,
sia fatta la tua volontà'.
'Io sono la via, la verità, la vita' (Gv 14, 6).
Tre definizioni che devono essere viste nella carità perché tutte e tre sfociano nella carità (sono manifestazione della carità).
Gesù si pone 'come via', come mezzo: tappa finale è Dio - carità;
'come vita' perché viviamo per mezzo di lui:
è un dono, come è un dono indicarci la via;
'come verità' perché l'uomo non può capire nulla
se non attraverso Cristo.
Voi riuscirete a capire la verità su ogni cosa,
se accettate me. Solo attraverso me capirete le cose,
altrimenti non capirete nulla.
Voi non comprendete il perché della vita, della morte, del pensiero,
dell'ordine dell'universo. Guardate me che sono la verità.
Armonia dell'uomo Gesù.
A suo tempo ha fatto digiuno, ma poi ha smesso per restare nell'armonia.
Lo accusavano di essere un mangione e un beone (cfr. Lc 5, 27-32). (1972,1).
La penitenza, Gesù non l'ha fatta tutta la vita.
Il voler strafare è sempre un errore. (1972, p. 2).
Equilibrio in tutto, e si toglie l'ansietà.
Per comprendere Gesù guardare l'uomo creato da Dio.
non l'uomo creato dalla fantasia, che non esiste,
non l'uomo creato dalla filosofia: animal rationale,
spogliato di ogni caratteristica.
Se si distrugge l'uomo, si distrugge la comprensione di Gesù-uomo.
Si distrugge la comprensione di Dio.
Attraverso l'uomo si comprende Gesù-uomo. (1971, p. 19).
Si comprende Dio. E viceversa.
Tenere sempre presente l'uomo situato.
Con il primo piano e il secondo.
Con quali tendenze è nato, come l'ambiente lo condiziona.
E trarne le conseguenze. (1970, p.8).
L'agire umano è sempre la risultante di molte componenti
che bisogna sempre attentamente valutare. (1971, 10).
Gli stessi modelli della fisica li portiamo in psicologia.
Discutiamo sul solido. Basta la psicologia campata in aria.
E basta anche la teologia campata in aria.
Quando parla dell'uomo deve fare i conti con l'uomo e scendere a terra.
In pratica, Dio, lasciando libero l'uomo,
si adatta alle leggi che ha messo nella natura, invece di distruggerle.
Quando l'anima agisce deve fare i conti con le leggi del corpo.
A qualcuno dà il dono della profezia, dei miracoli
dello scrutamento delle coscienze
(non è sufficiente pensare alla telepatia, (III e I piano).
Abacuc viene acciuffato da Dio che lo porta dove lui vuole (IV piano),
ma è eccezione, non è comportamento abituale di Dio.
Allora saltano tutte le leggi umane.
Il gioco dei quattro piani.
Dio permette che prevalga talvolta la forza del primo piano.
Es., una sfuriata incongrua per la nostra posizione o dignità.
Alle nostre spalle, vi sono 12 anni di educazione (secondo piano),
vi è la nostra volontà (terzo piano),
vi è la grazia della s. messa quotidiana, dei sacramenti,
della preghiera, ecc., (quarto piano),
Dio permette che prevalga il primo piano.
Ci toglie la grazia attuale
(quell'insieme di aiuti soprannaturali del momento),
e ciò in un istante di volontà assopita,
o di contestazione dell'educazione ricevuta, ecc.
Prevalgono le forze grezze dell'innato,
secondo la nostra fisionomia innata. (1970, p. 4).
Dio ci tiene umili, altrimenti crederemmo...
Es. in Pietro nel cortile di Pilato è il primo piano che travolge la persona.
Dare la piena responsabilità a Pietro, non è un ragionamento umano.
Si perde di vista tutto ciò che c'è sotto: i condizionamenti dell'uomo.
Tutto il carattere che c'è sotto, che c'è anche negli animali.
Seminare nel terzo piano idee che vengono dal quarto piano.
Es., ma c'è lui, c'è la sua grazia.
Ciò influisce sul primo e secondo piano
e vi è una risultante positiva.
Se vi è sconquasso nel primo piano, si fa leva sul quarto piano,
e allora Dio salva sempre , poiché non tenta mai sopra le forze.
E' un atto di fiducia pieno nel suo amore e nella sua intelligenza.
Il peccato originale non cambia la natura,
ossia il servizio che una cosa ha
secondo il disegno del Creatore.
Rende più precario l'equilibrio dei tre piani.
Persuasione occulta: un trucco della televisione.
Slogans di qualunque cosa, anche politici, inseriti nei films,
che l'occhio non percepisce perché troppo veloci,
ma restano nel cervello,
e vengono fuori quando meno s'aspetta:
dammi una coca cola.
Dimostra che l'anima è condizionata dal corpo.
E' inutile negare.
Poi viene la grazia soprannaturale che rompe il cerchio.
E' una delle sintesi più piene.
Solo che è un ragionamento così limpido
che lì per lì non si prende sul serio
perché non appare nella realtà.
E ci si comporta e si danno giudizi
come se i condizionamenti non ci fossero
e allora vengono gli errori pratici che fanno soffrire la gente. (76, 94).
Osservare tutto attraverso i quattro piani.
Soltanto il terzo piano,
e quella parte del secondo
costruita volontariamente per tenere a bada il primo piano
sono l'uomo.
Non la risultante. E noi vediamo solo la risultante.
In più, mai nessuno saprà ciò che avviene nel quarto piano.
E' esclusivo di Dio.
Quindi, attraverso i quattro piani,
tocchiamo con mano che non dobbiamo giudicare:
'Non giudicate (Mt 7,1). Siamo ingiusti e crudeli se giudichiamo.
Si intravede la gravità di una cosa osservando a che piano appartiene.
Ecco l'utilità dei piani.
Es., il peccato degli angeli, appartiene al terzo piano. Peccato puro.
E' il cuore (lo stato d'animo) che offende Dio, non la parola.
Uno può bestemmiare senza bestemmiare.
Può bestemmiare tutta la vita e non odiare Dio.
Non si è reso conto chi è Dio, quindi bestemmia una cosa.
La bestemmia viene dal primo piano.
Meno peccaminosa. Bestemmiano chi non conoscono.
Quindi sono parole, non sono bestemmie. (1974, p. 58).
L'ironia viene dal terzo piano. E' sacrilegio.
Da qui sgorga tanta bontà e comprensione nelle anime grandi.
Non giudicano, non condannano. Non prendono atteggiamenti ostili.
Ci passano sopra e perdonano.
Anche la critica, attraverso l'amore, non attraverso la polemica.
(Siamo stati educati alla polemica).
Ci fermiamo a quei fatti (all'esterno) e non vediamo quello che c'è dentro.
Ora comprendo ancora meglio: 'Io sono la verità' (Gv 14,6).
perché Gesù non giudica.
'Non sono venuto per condannare, ma per salvare' (Gv 12,47).
Lo studio psicologico di Gesù mi ha entusiasmato verso di lui.
L'osservare la Sacra Scrittura da un punto di vista psicologico, umano,
porta a capire di più la distinzione fra i tre piani e il quarto,
e ad assaporare ciò che prima era impossibile valutare.
Ci si avvicina. Es., 'Dio non tenta al di sopra delle nostra forze', ma includendo il quarto piano.
La parte divina viene a integrare, poiché i tre piani non sono sufficienti.
Vedi che bisogna sempre sezionare, dividere, altrimenti
non si comprenderà mai l'intervento massivo della soprannatura.
Qui comando io.
Il quarto piano non viene capito.
Si mescola con i tre piani e perde la sua forza.
Non viene visto più nella sua grandezza. (1976, 67).
Con i quattro piani viene ristabilita l'armonia del tutto.
Tutto va al suo posto.
E' stato P. G. Moretti che mi ha avviato alla quantificazione delle tendenze.
I mattoni di base li ho ricevuti da lui.
Ecco perché non sono più riuscito a leggere alcun libro di psicologia.
Parlano di tutto, ma non parlano di psiche.
Qui c'è una solidità che non vedevo altrove.
L'uomo della foresta può darsi che scopra un sentiero
che altri non hanno visto. (1976, 95).
Concretezza nell'oggettività.
Guardare attentamente un'auto. E' fatta per correre sulla terra.
L'auto della fantasia è fatta per volare, ma non esiste.
Altro esempio: se il pistone è troppo piccolo
rispetto alla camera di compressione, la macchina sta ferma.
Se troppo grande ed entra forzato, si riscalda e grippa.
Funziona veramente se è fatto in quel modo.
Concretezza. O è fatto bene o non serve.
L'astratto è una frana, se non è confrontato con il concreto.
La filosofia è astratta. Non tiene conto di tutti i particolari.
L'intuizione fa delle opere d'arte, ma non costruisce un aereo.
E' necessario riprodurre sperimentalmente (scienza) ciò che s'è intuito.
In modo circostanziato, in tutti i particolari.
O tutto coincide e si ottiene il massimo,
o una sola cosa non coincide e l'aereo, l'auto, il jet, non partono.
Allora non è scienza, se è un bel castello in aria.
E non serve, o potrà servire a chi completerà. (1972, 5b).
In noi manca la capacità psichica di concretezza:
es., l'ideale di donna! No.
E' necessario vedere la donna nella concretezza.
E vedere cosa si può cavare fuori. (1972, 7).
Noi abbiamo evitato di guardare l'uomo concreto.
Abbiamo sempre affermato
e non abbiamo mai dimostrato. (1971, p. 10).
Guai a partire dalla teoria.
Prima partire dalla osservazione.
Poi passeremo alla ipotesi,
poi alla teoria (tzeoria): il punto d'arrivo della osservazione.
Le teorie, che non partono dalla osservazione,
vanno invalidate in partenza (1973, p. 15).
La Bibbia è basata sull'uomo.
Quindi valida per ogni uomo
perché il primo piano non cambia mai.
Cambiano le situazioni esterne. (1971, p. 8 bis).
Non occorre 'astrarsi' per capire Dio.
Guardiamo noi, immagine, riflesso di Dio.
S. Paolo: 'per visibilia ad invisibilia' (Rm 1,20).
Il nostro antropomorfismo non è sbagliato.
E' il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe.
Non il Dio dei filosofi.
Egli ci ha indicato la strada per trovarlo,
per capirlo: l'uomo.
S'è fatto uomo.
Guardiamo Gesù uomo.
Attraverso l'uomo Gesù
ci fa conoscere l'uomo,
le necessità, i bisogni dell'uomo.
A volergli bene in ogni situazione,
a non giudicarlo
poiché siamo tutti poveri esseri,
quindi non stare a litigare per le inezie.
E' un'esperienza che dobbiamo chiedere.
Guardare dentro di noi che siamo uomo come lui.
Cfr 57
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