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Livello superiore
Frammenti
Convento è luogo, non stato di perfezione.
Celibato è una via, non stato di perfezione.
Vengono falsati concetti di base,
e uno, senza avvedersene, li assorbe.
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La vita religiosa è insidiata da molti pericoli.
I temperamenti diversi.
Nessuno ha dentro di sé la carità totale,
anche se si trova alle soglie della carità.
Mai fermarsi sui tre piani,
e meno ancora sul primo e secondo:
su ciò che appartiene al carattere,
più che all'intelligenza.
E' necessario fermarsi sul quarto piano.
C'è questo terribile pericolo
di non attendere sufficientemente a Dio,
e Dio non attende a noi.
Le ripetute meditazioni sul quarto piano
spesso cadono a vuoto.
Ad es., quando uno ha curato da anni l'invidia,
(difetto del diavolo),
non può capire la soprannatura.
Si è difeso.
Ci sono uccelli che entrano nell'acqua
ed escono asciutti quando hanno le penne unte.
Così, quando uno si ricopre di tanto 'umano',
la soprannatura non arriva a lui.
Vocazioni che saltano.
L'uccellino vola in alto.
Ma è legato a un filo.
Quando il filo è teso, stramazza a terra.
Meglio sarebbe parlare di una sola tendenza naturale,
es., la gelosia: mostrare gli aspetti positivi e negativi
che porta questa sola tendenza,
e fare vedere come la soprannatura
può modificare, a fin di bene, la natura.
Ma una lezione 'solo sui tre piani' è monca
(deve bensì metterli in chiaro),
ma poi deve sfociare sul quarto piano.
N. B. S. Paolo non s'è fermato molto sui tre piani,
s'è fermato più sul soprannaturale.
Uno deve gettarsi più che può nella mistica,
nell'amore.
Come un fiume che va avanti senza gorghi,
con moto uniforme
(che può a volte essere ostacolato da una sensibilità acuta).
Guai a fermarsi nell'ascetica.
Manca la possibilità di slancio,
la fluidità!
E' come un corso d'acqua che ogni tanto ha ostacoli,
gorghi e ritorni.
Sono le chiose non necessarie.
Queste convinzioni portano spontaneamente
e decisamente alla preghiera,
anche recitazione,
perché la ripetizione delle medesime formule
crea in noi il fenomeno della risonanza (Vedi Pellegrino Russo).
Ma soprattutto contemplazione che,
in questo caso, è sospiro dell'anima.
Vedi i salmi.
E, 'appena appena' ci lasciamo prendere da una cosa materiale,
subentra la tristezza.
E per non lasciarci prendere bisogna pregare.
Mettersi a pregare senza stancarsi mai.
Senza smettere mai.
La preghiera diventa acceleratore del motore.
L'amore s'era fermato perché s'era distratto.
E' il motore che rimette in moto l'amore. ('74, 90).
Cfr. 24-84-85
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