Se uno prende una cosa di punta
può mettersi fuori dell'armonia.
Nella ricerca della santità:
eroismo in un campo (fare grandi fatiche fisiche per gli altri)
e poi virtù media nell'altro (non si possono fare grandi diguni).
L'es. di Gesù: a suo tempo ha fatto digiuno,
ma poi ha smesso (per restare nell'armonia).
Dà tanta tranquillità contro l'ansia dello spirito.
'Non essere troppo giusto' (Eccl. 7,16).
Il troppo giusto finisce per ledere il bene
perché in quel tempo si potevano fare altre cose buone.
In una cifra di miliardi, il 91 finale,
e magari le cifre dopo la virgola, sono insignificanti.
Il perdere troppo tempo per un problema già approfondito,
è smania.
Il sofistico, che dà grande valore a ciò che porta acqua al suo mulino,
è ingeneroso;
sul piano religioso sarebbe egoista.
Il giusto è a metà tra il generoso e il sofistico.
Il generoso tende a lasciar correre:
in certe condizioni danneggia quanto l'avaro.
In medio stat virtus.
Non essere incontentabile.
Quando hai raggiunto il limite basta.
Nel campo della ricerca è sostanza.
Nel campo comune non è richiesto tutto questo.
Nell'ascetica è fondamentale.
Due gradi di ascetica (se vuoi),
ma in ambedue i piani il troppo rovina.
Il voler strafare è sempre un errore.
Equilibrio in tutto e si toglie l'ansietà.
L'ansia del dare è pericolosa.
E' necessaria l'ansia di riempirci. (1973,5).
L'ascetica del Curato d'Ars è effetto della mistica.
Ritorna alle cose umane assieme a lui,
e rivive le cose umane con lui.
C'è da imitare l'amore,
non il gesto (la sua ascetica spaventosa).
Ad altri chiederà altre prove d'amore.
Lascia che Dio faccia in te tutto ciò che tu non riesci a fare.
(1973, 46).
Tutto ciò che non possiamo togliere da noi,
dobbiamo sopportarlo pazientemente.
E' anche equilibrio psicologico.
L'ascetica si batte molto sui difetti naturali.
P. Pio fiutava tabacco.
Perché toglierlo se dava un qualche sollievo?
Tutte le cose che Gesù ha considerato buone
perché buttarle via?
Su questo punto c'è da rivedere l'ascetica.
Se non si lascia rivedere da una psicologia buona
verrà abbandonata perché ritenuta disumana.
La psicologia armonizza gli scontri tra campo e campo dell'ascetica.
Rende possibile la scelta tra due beni:
o scegliere l'uno o l'altro,
o parte dell'uno e dell'altro.
Digiunare, pregare 24 h, lavorare 16 ore
e poi anche portare quintali.
Che capiterà?
L'unica regola è amare Dio (sopra ogni cosa)
e il prossimo.
Bastonare il corpo, no, se non è necessario,
è meglio ! rende di più.
Lo sforzo ascetico può offrire un aspetto pesante all?orgoglio.
Sono diventato qualcuno, lo devo a me.
Lo sforzo ascetico è nell'opporsi al peccato (vero e proprio),
più che nell'acquistare delle virtù.
E' nella lotta agli istinti.
E' nel fare il primo passo (il figliol prodigo).
E' nell'essere proteso in avanti per afferrare Gesù. ('72, 3).
Ma è Dio che ci trasforma.
Nell'ascetica, noi andiamo a piedi,
nella mistica, voliamo.
Dio mette mille, e se noi mettiamo uno = a mille.
Dio mette mille, e se noi mettiamo zero = a zero.
Non è una somma, è un prodotto.
Tutto dipende da Dio
e tutto dipende dall'uomo.
Ci vuole Dio e l'uomo.
L'azione di Dio è nulla quando l'uomo non partecipa.
L'uomo, la libertà dell'uomo può bloccare Dio.
Ed è logico.
Dio bussa, ma non entra se noi non apriamo.
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