L'auto non entra nel garage quando qua e là ci sono tante cose.
Bisogna che trovi il vuoto.
Così Dio.
Necessità degli esercizi spirituali.
C'è già in natura cosa del genere.
Il sonno per recuperare le forze. Così è del cibo.
Noi non possiamo vivere se manca il cibo. Così è dell'aria.
Noi non possiamo vivere se manca l'aria.
Nella vita dello spirito la stessa cosa.
Non ascetica, ma mistica.
Invece di faticare tanto per andare a Dio,
andiamo direttamente da lui
e con lui poi percorriamo tutta la strada.
'Assieme': è l'ascetica vissuta nella mistica.
Uno si dà a Dio.
Poi, assieme a Dio scende a rivedere le proprie posizioni,
non più da solo. Allora viene istruito da Dio,
come ritoccare quel punto, quell'altro, assieme a lui.
Se noi scegliamo la via mistica,
Dio ci conduce dove noi non siamo in grado d'andare.
La via ascetica con lui, amando.
E' il più bel dono che possa ricevere l'uomo sulla terra.
La via mistica non è altro che vivere Dio.
Contatto diretto, personale con Dio.
Vivere 'a braccetto' con l'uomo Gesù,
e con lui fare ogni cosa: con lui amare, con lui parlare.
In tanti modi parlare.
E' la via dell'abbandono attivo.
Come il cane da caccia con un occhio sempre sul padrone,
mentre con l'altro cerca altrove.
Non è neghittosità, non è dolce far niente.
C'è questo pericolo quando si parla.
Sono parole minate perché hanno troppi sensi.
Abbandono assoluto
finché riusciamo ad averlo come dono.
Quando si vive nell'abbandono totale,
ci si rende conto sperimentalmente
di questo modo di agire di Dio.
Quando si diventa stracci di Dio,
egli si serve per una cosa o per l'altra (senza che lo sappiamo).
E' necessario capire cosa significa abbandono.
E' il scio cui credidi, è 'Sulla tua parola getto le reti'.
E' l'unico discorso fatto dalla Madonna:(Gv 2,5)
'Fate tutto quello che vi dirà'.
'fate': altro che il dolce fa niente; non star fermi, fare;
'tutto': non solo una parte;
'quello': e non altre cose, non le vostre preferenze,
ma ciò che più piace al Signore;
'che vi dirà': a voi personalmente, non ad altri.
Il miracolo di Gesù è venuto solo dopo che hanno fatto tutto (1973, p. 43).
Quando avremo fatto tutto il nostro dovere, dobbiamo dire:
siamo servi inutili (cfr. (Lc 17,10).
Ma se non facciamo tutto il nostro dovere, siamo servi infingardi.
'Esci, servo infingardo e malvagio' ( )
Dio fa tutto, e noi facciamo il resto (don Calabria).
Quando lavoriamo (soprannaturalmente),
non facciamo qualcosa necessaria a Cristo (servi inutili),
ma necessaria a noi.
Lui può fare senza del mio lavoro.
Serve a lui per giudicare se io faccio bene il mio compito.
Ci comanda di amare, e guarda se amiamo bene. (1973, p.5).
Vita interiore è vita d'amore.
Finché non si vive, non si capisce.
E' simile al dolore (al dolore di denti?)
Chi non l'ha provato, non lo capisce. (1974,85).
La locomotiva trascina il treno solo quando supera i 100°.
Se non supera, il treno sta fermo.
E' tanto simile a ciò che accade nella vita dello spirito.
Se un sacerdote supera i 100° e si trasforma in vapore,
riesce a trascinare una nave da solo.
Ora quel sacerdote cosa ha da fare?
Continuare a lavorare per trasformarsi in vapore:
vivere Dio nella totalità.
E maggiore è la pressione (data dalla temperatura),
maggiore è la potenza (il carico che può portare).
Un po' di calcoli.
Mille calorie portano 10 sacerdoti a 100° .
Ma non trascinano nulla.
Mille calorie portano un sacerdote a trasportare una nave. (Cfr.34 - Se ci lasciamo surriscaldare ci trasformiamo in vapore)
'Se vuoi essere perfetto'.
II cristianesimo che va su,
oltre il cristianesimo di base.
Allora sarà mio aiutante come il bambino.
Allora bisogna lasciarsi lavorare.
L'acqua , che diventa vapore,
perde alcune caratteristiche: sale in alto!
Così l'uomo, che si lascia trasformare,
sale in alto! diventa leggero!
Non più attaccato alla terra.
Diventa normale il distacco da tutte le cose (vedi Fil 3,12-19)
Adesso si comprende l'espressione di don Calabria:
'Dio fa tutto e noi facciamo il resto'.
Non è iperbole, ma realtà.
Considerata nel giusto senso:
che l'uomo ci metta tutta la buona volontà.
Cedere il posto a lui senza auto-distruggersi.
Quando uno è entrato in quell'ambiente interiore,
tutto è possibile. (1974, pp. 86-89).
'Tutto è possibile per chi crede' (Mc 9,23).
A chi vive Dio nella totalità.
A chi spingeva don Calabria a prenderne tanti, rispondeva:
'No, è una tentazione. Ma quei pochi devono essere santi.
Se si perde in spirito, non si farà più niente'.
Se tutti gli uomini fossero servitori di Dio come Satana,
sarebbero tutti grandissimi santi.
L'odio, che ha il diavolo di Dio, gli impedisce di allontanarsi.
Lo odia perché lo ama,
perché non può possedere ciò che ama. (1972, p. 6).
Odio e amore sullo stesso piano.
Si odia ciò che si ama e non si può avere. (1972, 1).
Anche qui si restringe tutto a pochi cerchi,
come i nove numeri che fanno infiniti numeri.
Parla Gesù: 'Dimmi di sì, per favore.
Perdonami se ti tratto male.
Ho bisogno della tua sofferenza'.
Lui, che è tutto, è il più povero e il più debole di tutti.
'Ho bisogno della tua sofferenza per salvarlo'.
E lo fa per avere la scusa di darci un premio!
A questo punto la bontà di Dio!
Dio è troppo innamorato degli uomini.
Alla passione di Cristo non manca nulla,
ma chiede che noi partecipiamo.
L'opera è di Dio, la redenzione è di Dio.
Quando Dio affida un'opera ad uno lo prende come aiutante.
Lo facciamo anche noi con un bambino.
Lo si responsabilizza.
A noi non serve nulla, magari ci ha fatto perdere tempo,
ma poi lo premiamo.
Adesso il concetto è chiaro: 'servi inutiles sumus' .
E nella crudezza della frase ci fa capire tutto l'amore che c'è dentro.
E più lavora attraverso noi,
più comprendiamo di essere servi inutili (Chautard).
Poteva fare da solo e meglio.
Ci fa un dono quando perde tempo per affidarci un compito.
Strumenti di Dio.
E' il suo stile (vedi S. L. Montfort).
Davanti al padre dirà: 'Guarda che cosa ha fatto!'
In fondo lo diciamo anche noi col bambino
dopo che ci ha fatto perdere tempo.
Ci ha messo in tasca un miliardo per comprare la casa.
Non abbiamo comprato noi la casa.
S'è servito di noi.
Uno che fa i miracoli non può dire di non farli.
'Dio si serve di me. Non so perché'.
S. Gio. d'Arco e la sua forza di trascinare. (1971, p. 6 bis).
Uno che vive Dio va incontro a tanti ostacoli
che non avrebbe se non vivesse di Dio.
Dove c'è luce, c'è tanta ombra!
L'uomo è un campo di battaglia tra Dio e Satana (il leone ruggente).
L'attrazione del nord c'è sempre.
Quando le altre attrazioni cessano, lui non cessa mai.
Nessuno è mai definitivamente perduto.
E' quello che si vede nelle bussole.
Anche se una bussola è totalmente priva di magnetizzazione,
appena si avvicina a qualcosa di magnetico,
tac, si magnetizza. (1974, 12).
Ho provato a dare un pò di carica a una batteria scarica da anni. Sembrava morta, ma ha ridato ancora, per un istante, un soffio di vita, quanto basterebbe per una persona per rientrare in sé e dire di sì a Dio che l'attende. Non si dica: Non si può fare niente ('85-'87, 53).
Ho provato a dare un pò di carica a una batteria scarica da anni. Sembrava morta, ma ha ridato ancora, per un istante, un soffio di vita, quanto basterebbe per una persona per rientrare in sè e dire di sì a Dio che l'attende.
Non si dica: non si può fare niente. ('85-'87, 53)
La prima voce che senti dentro viene da Dio.
Sta attento alla prima voce (don Calabria).
Dio parla per primo.
E' più rapido della nostra mente.
Dopo siamo noi a parlare.
|