Dame e Cavalieri
Dame e Cavalieri (Slide I)
L'obiettivo di questo tour è quello di inoltrarci nei luoghi degli amori, delle passioni e dei tradimenti.
Scopriremo un aspetto dell matrimonio: quello di mezzo per azioni di strategia politica.
Visiteremo città come:
Rimini-Gradara
Montescudo-Montecolombo-Gemmano
Saludecio-Senigallia
Il Tour può essere di 2 giorni (1 Notte), 3 o 4 giorni
Dame e Cavalieri (Slide II)
Malatesta da Verucchio, detto il centenario (1212-1312) porta al culmine la fase d'ascesa della sua famiglia. Le donne avevano un ruolo molto importante in questa strategia. Le spose dovevano appartenere alle grandi famiglie e partorire figli legittimi per dare seguito alla dinastia. Ma c'era bisogno anche dei figli naturali per coltivare rapporti traversali con le gerarchi interne-esterne alla signoria. Per questo servivano amanti e concubine
Dame e Cavalieri (Slide III)
Concordia Pandolfini (figlia del vicario imperiale messer Arrigetto o Enrichetto) diede grande potere al 'Centenario', grazie alla sua ricca dote di possedimenti nella Romagna meridionale. La strategia prosegui con il nuovo matrimonio della ricca nipote del rettore e legato apostolico della Marca e del ducato di Spoleto; ciò confermò l'abbandono della causa imperiale ed il relativo abbraccio di quella papale
Dame e Cavalieri (Slide IV)
Con Malatesta da Verucchio e con i suoi figli, sembra culminare anche una tradizione di atroci tradimenti e di efferati delitti che per molti anni segnò la lotta per accrescere o difendere il potere della famiglia. Questo in un ambiente di contasti tra Papato e Impero e confuse rivalità locali. Dante Alighieri, di questo quadro, fu un preciso quanto fazioso accusatore e divulgatore.
Dame e Cavalieri (Slide V)
'E 'l Mastin vecchio e 'l nuovo da Verucchio, che fecer di Montagna il mal governo, là dove soglion fan d'i denti succhio'(Inferno, XXVII, 40-57) Questo è come descrisse Dante Alighieri la situazione riminese nei primi anni del '300. Con il 'vecchio' l'autore si riferiva a Malatesta da Verucchio; il 'nuovo' era il figlio 'Malatesta dall'occhio' così chiamato perché orbo.(Nell'Inferno dantesco lo troviamo anche come 'quel traditor che vede pur con l'uno') .'Montagna' era il capo dei ghibellini locali 'Parcitadi' fatto prigioniero e trucidato nel 1295.
Dame e Cavalieri (Slide VI)
E' sempre Dante a parlarci dell'amore dei due cognati 'Paolo il bello' e 'Francesca da Polenta', e del suo tragico epilogo per mano del marito tradito, Gianciotto (Giovanni 'ciotto', ovvero sciancato), nel V canto dell'Inferno. Gianciotto e Paolo erano fratelli, figli del 'Mastin vecchio'. Il matrimonio fra Gianciotto e Francesca rientrava nel piano di parentele fra i Polentani e i Malatesta per rafforzare il dominio in Romagna.
Dame e Cavalieri (Slide VII)
Sembra che Giangiotto dovesse lasciare Francesca e la figlia Concordia nel castello di Gradara durante i suoi vari spostamenti.Allora Paolo, fratello di Giangiotto, moltiplicò le sue visite e soste al castello.Queste le parole di Francesca: 'Amor, ch'a nullo amato amar perdona,Mi prese del costui piacer sì forteChe, come vedi, ancor non m'abbandona'
Dame e Cavalieri (Slide VIII)
Ma Giangiotto lo venne a sapere. E così, dopo una finta partenza, sorprese la moglie e il fratello soli nella camera di Francesca. Noi leggiavamo un giorno per diletto Di Lancialotto, come amor lo strinse:Soli eravamo e senza alcun sospetto. Per più fiate li occhi ci sospinse
Quella lettura, e scolorocci il viso;Ma solo un punto fu quel che ci vinse.Quando leggemmo il disiato riso Esser baciato da cotanto amante,Questi, che mai da me non fia diviso,La bocca mi baciò tutto tremante.Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:Quel giorno più non vi leggemmo avante. Giangiotto si avventò contro Paolo, ma Francesca si parò innanzi restando trafitta. Paolo seguì poco dopo la stessa sorte, e così la vendetta di Giangiotto trovò compimento.
Dame e Cavalieri (Slide IX)
Quello di Francesca non fu l'unico incidente sentimentale accaduto tra le mura malatestiane; basti pensare al caso di Parisina Malatesta, fatta decapitare nel 1425 dal marito Nicolò d'Este perché divenuta l'amante del figliastro Ugo; o quello di Rengarda Alidosi, moglie di Andrea Malatesta, ripudiata perché infedele e uccisa dai fratelli nel 1401. Prima ancora vi fu Costanza, figlia di Ungaro Maltesta, che fu accusata di impudicizia e scostumatezza e fatta giustiziare dallo zio Galeotto nel 1378.


